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Commissione nazionale per il diritto di asilo

Presidente: prefetto Sandra Sarti

La Commissione nazionale per il diritto di asilo ha poteri decisionali in tema di revoche e cessazione degli status di protezione internazionale; ha, altresì, compiti di indirizzo e coordinamento delle Commissioni territoriali, di formazione e aggiornamento dei componenti delle medesime commissioni, di raccolta di dati statistici, di costituzione e aggiornamento delle informazione sui paesi di origine dei richiedenti asilo.

Le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale

Esaminano in modo decentrato le istanze di riconoscimento della protezione internazionale.

Codice di condotta

È stato adottato il 15 novembre 2016, ai sensi dell’art. 5 comma 1 ter del d.lgs. n. 25 del 2008, per stabilire le norme di comportamento che regolano le responsabilità professionali ed etiche. Sono chiamati ad osservarlo i presidenti, i componenti e il personale di supporto delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e della Commissione nazionale per il diritto d’asilo, gli interpreti e tutti i soggetti che lavorano nelle Commissioni, anche a titolo gratuito o occasionale.

Cenni storici

​Il primo organismo in Italia che si è occupato della procedura di eleggibilità e del riconoscimento dello "status di rifugiato" è stata la Commissione Paritetica di Eleggibilità (C.P.E.). Tale organismo è stato istituito, con uno scambio di note tra il Governo italiano e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, il 22 luglio 1952 ed è stato successivamente sancito con un decreto interministeriale del 24 novembre 1953.
In seguito, la Legge Martelli (D.L. 416/89, convertito con modificazioni nella legge 39/90 recante e sulle “Norme urgenti in materia di asilo politico, di ingresso e soggiorno dei cittadini extracomunitari e di regolarizzazione dei cittadini extracomunitari ed apolidi già presenti nel territorio dello Stato”), ha fatto cessare, nell’ordinamento interno, gli effetti della dichiarazione della limitazione geografica, disponendo inoltre che il Governo, entro 60 giorni, procedesse al riordino degli organi e delle procedure per l’esame delle richieste di riconoscimento dello "status di rifugiato". La cd. Legge Bossi-Fini (L. 189/2002 recante “Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo”, in particolare per quanto concerne il Capo II “Disposizioni in materia di asilo”) ha apportato sostanziali modifiche alla precedente normativa e la “Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato” è stata trasformata in "Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo" e, con un decentramento dell’esame delle richieste di asilo, sono state istituite le Commissioni Territoriali.
La normativa è stata completata con l’entrata in vigore del Regolamento di attuazione (D.P.R. 16 settembre 2004, n. 303 "Regolamento relativo alle procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato") che ha disciplinato le varie fasi della procedura, il funzionamento dei Centri di identificazione ed espulsione, le funzioni della Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo e delle Commissioni Territoriali, che in origine erano in numero di 7.
L’impianto delineato dalla Legge Bossi-Fini, quanto concerne le procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato, è stato sostanzialmente confermato dal D.Lgs. n. 25 del 28 gennaio 2008, con il quale è stata recepita la direttiva 2005/85/CE. Il predetto decreto ha conservato le Commissioni Territoriali – ora denominate Commissioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, istituite, con successivo D.M. in data 6 marzo 2008, in numero di dieci – e ha confermato la Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo.
Successivamente, con il. D.Lgs. n. 251 del 19 novembre 2007 attuativo della direttiva 2004/83/CE in materia di definizione dei criteri per l’attribuzione della qualifica di rifugiato all’interno dei Paesi membri, è stato introdotto l’istituto della “protezione internazionale” nelle due forme di riconoscimento dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria.
I richiamati decreti legislativi n. 251/2007 e 25/2008 sono stati poi, più volte oggetto di integrazione e modifica sulla base delle Direttive via via adottate dal Parlamento europeo (2011/95/UE e 2012/32/UE).
Si segnala in particolare che, in virtù dell’introduzione del D.L. n. 119/2014, convertito nella L. n. 146/2014, che ha modificato il citato D.Lgs. n. 25/2008, attualmente il numero massimo delle Commissioni Territoriali è stato portato a n. 20 e quello delle Sezioni è stato aumentato a 30.
Più recentemente con il cd. Decreto Minniti - Orlando D.L. 17 febbraio 2017, n. 13, convertito nella legge 13 aprile 2017, n. 46, e il successivo D. Lgs. del 22 dicembre 2017, n. 220, sono state introdotte disposizioni volte all’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale ed alla specializzazione del personale destinato a far parte delle Commissioni esaminatrici. Lo stesso
provvedimento ha inciso sul piano giudiziario istituendo Sezioni Specializzate di tribunali per l’esame delle vertenze attinenti la migrazione e l’asilo.

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 11 Maggio 2018, ore 17:09