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Direzione centrale degli Affari dei culti

Direttore: prefetto Giovanna Maria Rita Iurato
La direzione centrale per gli Affari dei culti vigila sulla concreta osservanza dei princìpi contenuti negli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione e delle normative vigenti, ordinarie e speciali, in materia di libertà religiosa e di regolamentazione dei rapporti Stato-Confessioni religiose, per rendere effettivo il diritto alla libertà religiosa.

In questo ambito si colloca il lavoro svolto dall’Osservatorio sulle politiche religiose, che rappresenta una delle prioritarie funzioni assegnateall'ufficio Politiche dei culti e Relazioni esterne. Nato con lo scopo di esaminare e approfondire le realtà dei culti diversi dal cattolico in Italia e la conoscenza del fenomeno religioso e delle sue delicate implicazioni, svolge compiti di studio e di monitoraggio delle realtà religiose presenti nel Paese e delle problematiche connesse.
La direzione partecipa, anche, ai consessi internazionali dove la tematica della libertà religiosa è particolarmente sentita, rappresentando uno dei fondamentali principi posti alla base della dignità umana.

La direzione, si articola in due grandi aree, destinate: l’una alla cura degli Affari del culto cattolico e l’altra degli Affari dei culti acattolici.

Culto Cattolico

I rapporti con la “Chiesa” assumono carattere di particolare importanza non soltanto per il ruolo che essa riveste nella cultura storico-religiosa del nostro Paese, ma anche perché costituiscono oggetto della garanzia prevista dall’art. 7 della Costituzione. Originariamente regolati con il Trattato ed il Concordato del 1929, i rapporti Stato-Chiesa hanno trovato nuova definizione negli Accordi del 1984. Sotto l’aspetto amministrativo l’attività della direzione si sostanzia nel riconoscimento giuridico degli “enti ecclesiastici” e dei loro mutamenti, trasformazioni e estinzioni. Di particolare interesse sono i provvedimenti di nomina dei Consigli di amministrazione delle fabbricerie, organismi di origine antichissima che hanno il compito di provvedere alla manutenzione e ai restauri delle chiese cui sono preposte. Le 25 fabbricerie esistenti sono tutte collegate a Chiese di rilevante interesse storico o artistico.

Culti Acattolici

Il settore va assumendo sempre maggior rilievo in stretta correlazione con l’aumento dei flussi migratori, che comportano il proliferare di nuove religiosità. Il riconoscimento giuridico degli enti di culto diverso dal cattolico, a eccezione degli enti appartenenti a confessioni che hanno stipulato le suddette “intese” ex art. 8 della Cost., è ancora oggi disciplinato dalla cosiddetta normativa sui culti ammessi risalente agli anni 1929/1930. In conseguenza dell’aumentato pluralismo religioso sono sempre di più le associazioni che chiedono il riconoscimento della personalità giuridica quali enti di culto, anche se la personalità giuridica non costituisce un requisito necessario ai fini dell’espressione del culto in forma associata. Altra attività di rilievo è quella relativa all’approvazione della nomina dei ministri di culto degli enti che non appartengono a confessioni che hanno stipulato intese con lo Stato. L’approvazione governativa non è diretta a attribuire rilevanza giuridica alla nomina del ministro di culto, ma solo a consentire allo stesso di compiere atti produttivi di effetti giuridici come il conferimento dell’efficacia civile al matrimonio religioso.

Ultimo aggiornamento:

Mercoledì 15 Giugno 2016, ore 11:51

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