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Osservatorio nazionale sui furti di rame

Istituito presso il dipartimento della Pubblica sicurezza, direzione centrale della Polizia criminale, l'Osservatorio agisce secondo il principio della cosiddetta 'sicurezza partecipata'

Il fenomeno criminale dei furti di rame colpisce società operanti nel settore dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni, e anche aziende elettrotecniche e elettroniche attive nella produzione e nell'utilizzazione di beni prodotti con l’impiego di rame.

Questi furti, oltre a provocare l’interruzione di pubblici servizi essenziali con ripercussioni di natura economica e sociale di particolare rilievo, possono avere conseguenze per quanto riguarda la sicurezza e l'ordine pubblico.

Per monitorare il fenomeno e mantenere alto il livello di attenzione delle istituzioni preposte alla tutela dei beni e della sicurezza del cittadino, è stato creato l’Osservatorio nazionale sui furti di rame.

Istituito presso il dipartimento della Pubblica sicurezza, direzione centrale della Polizia criminale, l'Osservatorio agisce secondo il principio della cosiddetta 'sicurezza partecipata', intesa come insieme delle iniziative con cui tutti i soggetti pubblici e privati, che hanno possibilità d'intervento a fianco delle Forze di polizia, contribuiscono a produrre il 'bene sicurezza'.

L'ISTITUZIONE

L'Osservatorio nazionale sui furti di rame è presieduto dal vice direttore generale della Pubblica sicurezza, direttore centrale della Polizia criminale. Ne fanno parte il direttore del Servizio analisi criminale, un dirigente dello stesso Servizio e i rappresentanti di:

I COMPITI:

  • monitoraggio, valutazione e analisi del fenomeno, ivi compresa l’esplorazione degli eventuali collegamenti tra i furti e la ricettazione di rame, di componenti metalliche o di altri materiali destinati all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici gestiti da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione/autorizzazione, e delle attività delle organizzazioni criminali nazionali ed internazionali;
  • proposta di strategie di prevenzione e contrasto strutturate anche con modelli d’intervento adeguati alle differenti realtà territoriali, coinvolgendo le istituzioni nazionali e locali interessate;
  • proposta di iniziative finalizzate ad idonei interventi legislativi;
  • promozione di iniziative atte a diffondere la conoscenza del fenomeno, i suoi impatti negativi sull’erogazione dei servizi essenziali (trasporto, energia e telecomunicazioni), le misure per prevenirlo e contrastarlo, comprese le iniziative a livello centrale;
  • promozione, a cura della componente privata dell’Osservatorio, dell’e-book italiano ed europeo dei materiali utilizzati dalle aziende che erogano servizi di pubblica utilità e che spesso formano oggetto di furto.

Per Info e Contatti: info.ofra@dcpc.interno.it

Allegati:

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PDF icon Il protocollo siglato (9 novembre 2016)288.89 KB

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 11 Novembre 2016, ore 09:37