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Alfano riferisce alla Camera: l’arresto del marocchino Touil è un successo investigativo

21 Maggio 2015

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Ultimo aggiornamento:

Venerdì 29 Maggio 2015, ore 19:22
È frutto dell’impegno delle forze di polizia e di intelligence e della buona cooperazione tra diversi Paesi nella lotta al terrorismo

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha riferito alla Camera dei Deputati, con un’informativa urgente, sull’arresto avvenuto il 19 maggio del cittadino marocchino Abdel Majid Touil, sospettato di essere coinvolto nella strage al museo Bardo di Tunisi, dopo essere arrivato il 17 febbraio a Porto Empedocle a bordo di un barcone.

Touil, ha precisato Alfano, non era considerato pericoloso o a rischio di terrorismo né dalla polizia tunisina né da quella italiana. Solo dopo la strage del Bardo, Touil assume il profilo di presunto terrorista. Sia Aisi sia Aise ne inseriscono il nome tra i sospettati mentre il tribunale tunisino emette mandato di arresto internazionale. 

Il ministro, che ha ringraziato le forze di polizia e di intelligence, riconoscendo il valore della cooperazione internazionale, ha precisato di voler riferire sui fatti e non sulle speculazioni politiche. «Terrò fuori gli argomenti da campagna elettorale dalla mia informativa: - ha detto - parliamo dell'arresto di un sospettato di terrorismo, di un successo investigativo, frutto anche della buona cooperazione tra diversi Paesi nella lotta al terrorismo». 
Touil, ha riferito Alfano, è stato correttamente sottoposto a tutti i rilievi di prassi al suo arrivo, rilievi che hanno consentito poi un incrocio di dati con la denuncia del suo passaporto smarrito e permesso di rintracciarlo nel comune di Gaggiano.

Rispetto all’associazione immigrazione-barconi-terrorismo il ministro Alfano ha ribadito di non aver «mai escluso che l'Italia sia a rischio terrorismo: sempre detto che l'allerta è elevatissima, anche sull'uso dei barconi per l'infiltrazione di terroristi, pur se finora mancano riscontri».
Nei primi cinque mesi del 2015, ha riferito poi Alfano, sono state compiute 33 espulsioni di individui coinvolti nella minaccia del terrorismo, diversamente dal 2014 quando i provvedimenti erano stati 13.