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Alta la guardia in Sicilia contro le infiltrazioni mafiose nei lavori pubblici

20 Marzo 2017

Ultimo aggiornamento:

Martedì 28 Marzo 2017, ore 14:48
Sottoscritto nella prefettura di Palermo protocollo di legalità da parte dei prefetti della regione

Individuare azioni di prevenzione a difesa e tutela della legalità, per non abbassare mai la guardia rispetto al pericolo delle infiltrazioni mafiose nei lavori pubblici e nelle pubbliche forniture. E’ l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto oggi nella prefettura di Palermo, dal prefetto Antonella De Miro, alla presenza del sottosegretario alle Infrastrutture ed ai Trasporti Simona Vicari,  dei vertici delle Forze di polizia, dei prefetti dei capoluoghi siciliani.

Il protocollo firmato oggi è un documento che segna l’avvio di nuove azioni e collaborazioni tra le istituzioni firmatarie dell’accordo. Le prefetture rafforzeranno il sistema delle cautele antimafia rilasciando le informazioni per tutti gli appaltatori che si aggiudicheranno lavori di importo superiore a 250.000 euro e nei confronti di tutte le imprese subcontraenti di filiera, indipendentemente dal valore dell’importo dei subappalti e delle subforniture.

Saranno così escluse dall’aggiudicazione o dall’acquisizione di subcontratti tutte quelle imprese individuali o societarie che da approfonditi controlli informativi risulteranno non solo appartenere  ad organizzazioni mafiose ma anche ad esse contigue o più semplicemente  condizionabili dalla mafia. Se già intervenuto un contratto di appalto o di filiera è prevista la sua risoluzione con il pagamento del 5% del valore del contratto a titolo di penale.

Il rapporto di collaborazione  con il provveditorato interregionale si rafforza  con la prevista realizzazione presso ciascuna prefettura,  di una “cabina di regia” che vedrà lavorare insieme gli uffici interessati e le Forze dell’ordine per effettuare un attento  monitoraggio ed un’attenta valutazione di eventuali criticità nei cantieri. A tal fine sarà realizzata dal provveditorato una banca dati per mettere a servizio delle stesse prefetture e delle forze di polizia i dati identificatici di ciascuna impresa che entrerà a lavorare in cantiere o che comunque parteciperà all’esecuzione dei lavori.

Attenzione è dedicata al tema del contrasto ai fenomeni corruttivi con la previsione dell’obbligo di denuncia alla prefettura ed all’autorità giudiziaria di eventuali richieste concussive ed ancora la risoluzione del contratto di appalto nella ipotesi di provvedimenti giudiziari di natura cautelare o di condanne a carico dei titolari delle imprese o di loro dirigenti per gravi reati correlati a corruzione e concussione ovvero per turbata libertà degli incanti.

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