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Arrestate 2 cyber-spie

10 Gennaio 2017

Temi:

Ultimo aggiornamento:

Mercoledì 18 Gennaio 2017, ore 09:09
Catturati a Roma dalla Polizia Postale. Intercettati i computer di istituzioni, politici e imprenditori

Si chiama "Eye Pyramid" l'operazione condotta dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha portato all'arresto di un ingegnere nucleare 45enne, e della sorella di anni 49, residenti a Londra ma domiciliati a Roma, personaggi noti nell'alta finanza.

Agli arrestati sono stati contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche.

Gli investigatori del Cnaipic hanno infatti acquisito prove sulle attività criminali pianificate e condotte, consistenti nella gestione di una botnet con finalità di cyberspionaggio. Grazie ad una estesa rete di computer infettati da un malware denominato Eyepyramid, i due hanno per anni acquisito dalle numerosissime vittime notizie riservate, dati sensibili, informazioni, gelosamente custodite su impianti informatici statunitensi, ora sequestrati dagli operatori della Polizia Postale, grazie alla collaborazione della Cyber Division dell'Fbi statunitense. Nel mirino delle cyber-spie soggetti che gestiscono la funzione pubblica o interessi delicati, e quindi in possesso di informazioni particolarmente sensibili e strategiche, o di particolare valore per chi opera in ambiti finanziari. Tra gli osservati dall'Occhio della Piramide (Eye Pyramid), gli appartenenti ad una loggia massonica, archiviati sotto la sigla "Bros" (fratelli) in una cartella piazzata in una delle numerose drop zone all'estero. Con la sigla "Pobu" (Politicians Business) venivano invece catalogati gli esponenti politici target del sodalizio criminale.

L'indagine ha inoltre permesso di ricostruire uno scenario fatto di società "a scatole cinesi" nazionali e straniere, usate come paravento per l'acquisizione anonima di servizi informatici all'estero. Di qui il pericolo di una fuga all'estero degli indagati, titolari di diverse attività fuori confine, e l'emissione delle misure cautelari da parte del Gip romano.