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In arrivo 13 equipaggi per la sicurezza urbana a Firenze

12 Febbraio 2018

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Ultimo aggiornamento:

Venerdì 16 Febbraio 2018, ore 11:22
Firmato in presenza del ministro il nuovo Patto per Firenze sicura: Stato e comune contro degrado, abusivismo, truffe

Più controllo sul territorio di Firenze con 13 equipaggi delle Forze dell'ordine in arrivo da domani in aggiunta a quelli già operativi. Questo primo intervento sarà seguito presto da un «rafforzamento significativo» degli organici in servizio nel capoluogo toscano; il tutto reso possibile anche dalla copertura al 100% del turn over.

Lo ha annunciato questa mattina il ministro dell'Interno Marco Minniti dalla prefettura di Firenze in occasione del nuovo Patto per Firenze sicura, firmato dal sindaco Dario Nardella e dal prefetto Alessio Giuffrida.

Si tratta, per quanto riguarda gli operatori attivi da domani, di 5 equipaggi della Polizia di Stato, 5 dei Carabinieri e 3 della Guardia di Finanza. Controlleranno il territorio insieme ai colleghi già attivi nel capoluogo senza militarizzarlo. È questo, secondo il ministro, il «modello italiano» che, anche in un anno «difficilissimo, particolarmente delicato» sul fronte terrorismo come il 2017, ha consentito di salvaguardare le presenze turistiche garantendo al tempo stesso sicurezza e fruibilità della città.

Firenze, infatti, si legge nelle premesse dell'intesa, è la città italiana con la maggior concentrazione di musei nel centro storico, con un flusso giornaliero recentemente stimato di 650.000 "city users".

Il Patto prevede, tra le misure individuate, un piano di controllo coordinato del territorio, una cabina di regia, l'implementazione con nuove telecamere del sistema di videosorveglianza già esistente, la valorizzazione di progetti sperimentali di sicurezza "modellati" sulle richieste dei cittadini dei diversi quartieri, questo per stimolare la partecipazione civica e rendere più mirati ed efficaci gli interventi operativi.

Il controllo del territorio, in generale, rimane secondo il ministro «l'unica cosa», di fronte a un rischio terrorismo definito «a prevedibilità zero», che «consente di fare un passo in avanti oltre alla capacità preventiva e all'intelligence».

Per controllare il territorio bisogna però conoscerlo, attuando interventi calibrati sulle diverse realtà sia per contrastare «la grande minaccia» del terrorismo sia la piccola criminalità urbana, che il ministro però non ha voluto definire "microcriminalità", perché il termine può far pensare a una sottovalutazione di questi reati.

In quest'ottica è necessaria «un'alleanza strategica» tra Polizie locali e Forze dell'ordine nazionali, tra sindaci e Stato, ha sottolineato ringraziando le Forze di polizia «per quello che fanno in tutto il Paese» il titolare del Viminale che, nel pomeriggio, ha incontrato a Bologna, insieme al comandante generale dell'Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri e al capo della Polizia Franco Gabrielli, il brigadiere dei Carabinieri ferito sabato scorso a Piacenza da alcuni manifestanti durante un corteo antifascista.