Ministero dell'Interno

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Attenzione giorno e notte sul fenomeno mafioso

27 Giugno 2018

Ultimo aggiornamento:

Giovedì 5 Luglio 2018, ore 20:25
Il ministro Salvini ha annunciato al Question time un rafforzamento per l’Anbsc e ha riferito sulla sua recente visita in Libia

Questo sarà il Governo «dell'antimafia dei fatti e non delle chiacchiere», ha affermato il ministro dell'Interno Matteo Salvini rispondendo oggi al Question time alla Camera dei deputati. La lotta alle mafie, ha ribadito, è una delle priorità del ministero dell’Interno e di questo Governo.
Salvini ha deciso di implementare e rafforzare l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata perché il lavoro che esegue «è strategico» nella lotta alle mafie. Dalle 70 persone su cui l’Anbsc ha potuto contare fino ad oggi per gestire 15.000 beni sottratti alle mafie, si passerà a 200 unità; inoltre, grazie all’introduzione di nuove norme, potrà utilizzare i proventi incassati dalle vendite di quei beni che risultino «oggettivamente inutilizzabili» per arrivare a «standard operativi ottimali».
Il ministro dell’Interno ha ricordato la sua presenza in occasione della destinazione di beni confiscati a Roma appartenenti al clan Casamonica. Ma sarà presente anche a Reggio Calabria, dove 8 appartamenti saranno destinati agli uffici della Polizia di Stato, e in Lombardia, e poi in Toscana. Seguirà da vicino tutta la situazione perché contro la mafia, ha assicurato, c’è «attenzione giorno e notte».

Per quanto riguarda la situazione dei migranti che tentano di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo, Salvini ha annunciato che, forse già nel Consiglio dei ministri di questa sera, saranno assegnate alla Libia altre 12 motovedette e sarà garantita anche un’adeguata formazione per gli equipaggi, «per continuare a proteggere vite nel Mediterraneo». 
Durante il suo viaggio in Libia, Salvini ha riferito di aver visitato un centro di assistenza e protezione dei migranti, la cui creazione è stata resa possibile grazie alla decisiva attività del nostro Governo e al ruolo svolto dall’Unhcr. Dal mese di luglio, il centro potrà ospitare 160 persone e, entro fine anno, avrà una capienza di 1.000 migranti in condizioni di vulnerabilità. È dotato di centri sportivi, cliniche e centri di assistenza psicologica.
Attualmente «sono presenti in Libia 19 centri ufficiali», ha detto, ma «non è noto il numero dei centri non ufficiali, spesso gestiti dagli stessi trafficanti di esseri umani e quindi al di fuori di ogni legge».
I dati dell’Unhcr aggiornati a marzo 2018, ha riferito il ministro, parlano di:

  • 660 visite di monitoraggio nei centri;
  • 662.000 migranti identificati, di cui 10% minori: 91% uomini, 9% donne;
  • 52.700 richiedenti asilo rifugiati in Libia;
  • 40 Paesi di provenienza, prevalentemente africani: Egitto, Algeria, Ciad, Sudan. 

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