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Beni confiscati: è lo Stato che vince sulla mafia

3 Luglio 2018

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Ultimo aggiornamento:

Martedì 10 Luglio 2018, ore 20:07
Il ministro Salvini a Monteroni d'Arbia nella azienda confiscata e tornata ai cittadini come agriturismo

«La lotta alla mafia sarà una priorità mia e del governo e mi piacerebbe essere ricordato come chi con altri ha combattuto il crimine organizzato». E’ il ministro dell’Interno a ribadirlo stamattina a Monteroni d'Arbia (Siena), dove ha visitato l'azienda agricola di Suvignano, confiscata nel 2007 alla mafia.

Questa vasta azienda circondata da 700 ettari di terreni, dopo un lungo iter per la confisca durato 24 anni è finalmente tornata ai cittadini. E’ stata, infatti, ora trasformata in un agriturismo. Il ministro ha sottolineato la necessità di snellire le procedure di sequestro e confisca dei beni che attualmente sono troppo lunghe così da «riutilizzarli bene ed in fretta». L’obiettivo secondo Salvini deve essere riportare questi beni confiscati a produrre oppure trasformarli in edifici utili alla collettività: scuole, case di riposo per anziani, commissariati e caserme per le Forze dell’ordine.

«Soprattutto per le aziende, ha detto il ministro, mi interessa rimetterle subito in circolo e creare posti di lavoro», ringraziando quanti «hanno gestito quest'azienda in questi anni: vorrei che ci girassero migliaia di persone per far vedere che lo Stato è più forte».

A proposito dell'Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), Salvini ha assicurato che «sarà snellita e che saranno tolti gli ostacoli burocratici».

Salvini ha, infatti, spiegato di aver «trovato tanti protocolli, tante promesse, tanti impegni» in fatto di lotta al crimine organizzato, ma «mi piacerebbe invece parlare con i fatti» e «tutto quello che è bene dello Stato va tutelato, cambieremo sistema».

Il ministro dell'Interno, infine, ha annunciato che una volta a settimana intende andare nei luoghi dove ci sono beni confiscati alle mafie, «per presidiarli».

Il responsabile del Viminale, durante la visita, è stato accompagnato dal direttore dell’Anbsc, Ennio Mario Sodano.

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