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Centri di accoglienza: partite le ispezioni e il nuovo capitolato per le gare d'appalto

17 Maggio 2017

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 26 Maggio 2017, ore 12:28
Lo riferisce al Question time il ministro Minniti. Prosegue l'impegno del nostro Paese per la stabilizzazione della Libia da cui provengono i flussi di migranti

«La vicenda di Isola Capo Rizzuto e le infiltrazioni mafiose nella gestione dell'accoglienza rappresentano una ferita per la civiltà del nostro Paese». E' chiaro il messaggio del ministro dell'Interno, Marco Minniti, che ha risposto oggi al Question time alla Camera sulle indagini che hanno portato agli arresti degli esponenti della cosca Arena disposti dalla Dda di Catanzaro.

Sul tema dei controlli per i centri di accoglienza, Minniti ha annunciato che «E' partito nei giorni scorsi un piano di verifica delle strutture di accoglienza, che prevede 2.130 controlli e a marzo è stato predisposto il nuovo capitolato per le gare d'appalto, promosso insieme all'Anac, con il superamento del gestore unico, la tracciabilità dei servizi erogati, una maggiore attenzione alla qualita' dell'offerta ed il potenziamento dell'attività di controllo del ministero».

In più, Minniti ha reso noto di aver disposto l'immediato avvio di un'ispezione presso la prefettura di Crotone per le necessarie verifiche in via amministrativa; a tal fine è stato costituito un apposito nucleo ispettivo, coordinato dal prefetto di Catanzaro, che dovrà concludere i lavori entro 30 giorni». Al termine, la prefettura relazionerà il ministro su risultati.

Il ministro ha ribadito che «è inaccettabile che l'accoglienza possa diventare terreno per attività mafiose e corruttive. Saremo fermissimi su questo, secondo il principio che un grande Paese gestisce l'accoglienza rispettando i diritti umani e agendo con la massima trasparenza».

Sulla questione libica, poi, Minniti ha ricordato che la volontà dei principali attori libici è di riavviare un dialogo politico, che potrebbe garantire maggiore stabilità al paese con effetti positivi sulla prosecuzione della lotta al terrorismo e ai trafficanti di esseri umani».

Il ministro ha sottolineato, inoltre, che da parte italiana «c'è un importante sforzo sul fronte della sicurezza e del controllo dei confini sud dello Stato dai quali passa più del 90% dei flussi migratori diretti verso il nostro Paese. Ho incontrato due giorni fa a
Tripoli il primo ministro Serraj e il ministro dell'Interno, con i quali ho avuto un proficuo scambio di vedute sulle questioni di interesse comune, in particolare la cooperazione di sicurezza tra i due paesi e i mezzi per svilupparla anche attraverso la
formazione tecnica di quadri libici specializzati nel controllo delle frontiere».