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Contro racket e usura denunciare conviene. Incontro a Rimini con Cuttaia

23 Novembre 2018

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Ultimo aggiornamento:

Giovedì 29 Novembre 2018, ore 14:51
Il Commissario straordinario a confronto con istituzioni e associazioni locali grazie all'iniziativa promossa dalla prefettura

Intervento, partecipazione, sostegno alle vittime. Sono le tre linee strategiche che devono coinvolgere Stato, cittadini e società in un fronte comune per combattere e sradicare l'estorsione, o racket, e l'usura, reati che infiltrano e danneggiano il tessuto economico-sociale di un territorio.

Lo ha ricordato di nuovo ieri a Rimini il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Domenico Cuttaia intervenendo al Museo di Città all'incontro con esponenti delle istituzioni, delle banche e delle associazioni antiracket e antiusura promosso dal prefetto Alessandra Camporota.

Un'iniziativa, ha sottolineato il sindaco Andrea Gnassi, che contiene un importante messaggio per il territorio, stimolando cittadini e associazioni a costruire tutti insieme un «progetto che ha dentro la comunità». Per questo, ha proseguito Gnassi, non bisogna aver paura di parlare della presenza di questi fenomeni a Rimini.

Si tratta infatti di un'area economicamente attrattiva e per questo a rischio elevato, ha osservato il procuratore della Repubblica Elisabetta Melotti ricordando che nel territorio si registra una media annua di circa 10 procedimenti legati all'usura.
Alle indagini che spesso aprono scenari complessi e legati a organizzazioni mafiose - pur esistendo anche l'"usura di vicinato o di quartiere", in casi di piccoli debiti iniziali - hanno fatto seguito, nel solo 2017, confische per 10 milioni.

Se in questo scenario le prefetture, come ha spiegato Camporota introducendo i lavori, giocano un ruolo importante che va dall'attività istruttoria relativa alle domande presentate dalle vittime di racket e usura, al parere sul nesso causale tra danno e reato fino alla quantificazione del danno subito, lo Stato dà un sostegno concreto alle vittime attraverso i benefici economici riepilogati nel Vademecum operativo realizzato dall'ufficio del Commissario straordinario, da tempo disponibile on line e distribuito ai partecipanti.

I fondi di solidarietà statali, ha ricordato Cuttaia, sostengono le attività produttive colpite da racket e usura, risarcendo il danno subito e compensando il mancato guadagno, nei casi di estorsione, o attraverso prestiti a tasso zero in quelli di usura.

Ma «a fondamento dell'azione dello Stato», ha ribadito ancora il Commissario straordinario, «c'è la denuncia delle vittime», senza la quale non si può intervenire sul singolo caso ma neanche conoscere la fisionomia di fenomeni criminali sempre più sofisticati, che attualmente si presentano anche sotto la veste di servizi "offerti" a tariffe sovradimensionate agli operatori economici in difficolta, che poi non riescono più a farne a meno.

Da qui la "call to action" di Cuttaia alle associazioni antiracket e antiusura del territorio: è necessario che il loro intervento sia sempre più incisivo, per aiutare le vittime a comprendere che «denunciare conviene».

Il prefetto di Rimini Camporota (al centro) interviene al Museo di città con il commissario straordinario antiracket e antiusura Cuttaia

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