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Dalla tessera del tifoso alla fidelity card

4 Agosto 2017

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Ultimo aggiornamento:

Venerdì 25 Agosto 2017, ore 16:02
Biglietti liberi, inclusione e sicurezza per portare le famiglie allo stadio. Un nuovo modello di gestione nel protocollo di Viminale, Figc, ministro per lo Sport e Coni

Servizio di Maria Grazia Loreto e Maria Gabriella Costantino

Tornano i tamburi e i megafoni allo stadio. Una novità tra le molte del nuovo modello di gestione degli stadi particolarmente apprezzata dal ministro dell'Interno Marco Minniti che oggi ha firmato a Roma, nella sede della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc), il protocollo d'intesa per la fruizione degli stadi calcistici che quel modello delinea e introduce, con l'obiettivo «di riportare al loro interno gioia e festa».

Perché «gli stadi non c'entrano niente con la paura», ha tenuto a dire il ministro spiegando che l'idea di fondo del protocollo per "Il rilancio della gestione tra partecipazione e semplificazione" è quella della «sicurezza tranquilla», che tiene insieme la protezione delle persone e il divertimento.

Il modello, infatti, si inverte rispetto agli anni passati, e diventa «inclusivo con eccezioni» legate all'eventuale alto rischio delle gare, ha spiegato il direttore generale della Figc Michele Uva in apertura conferenza stampa presentando il protocollo, che poggia su 3 assi:

- l'adeguamento degli impianti, con l’uniformazione degli stadi dove si svolgono campionati professionistici agli standard di classificazione UEFA;

- l'organizzazione, che punterà su formazione e qualità professionale dei Supporter Liaison Officer (Slo), i delegati delle società ai rapporti con le tifoserie, e degli steward, che avranno un ruolo centrale e orientato più all'accoglienza che al controllo;

- la fruibilità degli stadi, con la reintroduzione della vendita libera di biglietti - salvo le partite a rischio e settori riservati - e abbonamenti, che saranno svincolati dalla fidelity card.

È questo il destino della tessera del tifoso, che in 3 anni si evolverà, appunto, in una fidelity card tifosi - società a uso prevalentemente commerciale, richiesta solo per le partite valutate più a rischio, ha spiegato il presidente dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive Daniela Stradiotto, illustrando le altre novità, come l'abolizione dei vuocher o mini abbonamenti svincolati dalla tessera, e l'eliminazione della campagna promozionale "Porta un amico allo stadio".
«Inossidabili», ha sottolineato Stradiotto, rimarranno la nominatività del biglietto e il posto assegnato.

Il tutto all'insegna della «semplificazione e della partecipazione», secondo Stradiotto «assi portanti del nuovo modello di gestione» che assegna un ruolo attivo alle società professionistiche aderenti al protocollo, rappresentate dal presidente della Figc Carlo Tavecchio. Il "padrone di casa" ha sottolineato il lavoro di squadra alla base del nuovo modello ed è tornato sull'obiettivo condiviso dai firmatari: riportare le persone allo stadio, incoraggiati dai numeri in miglioramento, e, soprattutto, «costruire la cultura dei giovani che vanno allo stadio», considerata una forma di educazione civica e sportiva.

Il «punto di arrivo», così definito da Minniti, di questo percorso basato su «un investimento di fiducia in chi partecipa, iniziato con la rimozione progressiva delle barriere», è l'ammodernamento degli impianti, fondamentale sia per la sicurezza che per la valorizzazione del gioco.

Un aspetto fondamentale richiamato anche dal ministro per lo Sport Luca Lotti, che ha ricordato tra gli strumenti funzionali allo scopo quelli previsti dal decreto legge n.50/2017 all'articolo 62, relativo alla costruzione degli impianti, e la riorganizzazione della governance della Lega A, evidenziando come l'intesa sia un altro «passo avanti per una nuova immagine del calcio», «per riportare le famiglie negli stadi».

Adesso manca solo questo «pezzettino» relativo alle strutture anche in vista degli appuntamenti con gli Europei 2020 e la Coppa Uefa, ha sottolineato il presidente del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) Giovanni Malagò. «Oggi prendo atto di un cambiamento culturale» nel mondo del calcio, ha detto, sottolineando anche le opportunità professionali che il protocollo offre nell'ambito dei servizi manageriali e di stewarding, dove servono investimenti in formazione per le competenze - «professionali, chirurgiche» - oggi necessarie alla gestione degli stadi.

Alla firma del protocollo, al quale hanno aderito anche le Leghe nazionali professionisti di serie A e B, la Lega di calcio professionistico e quella italiana dilettanti, e le associazioni nazionali di giocatori, allenatori e arbitri di calcio, erano presenti anche il capo di gabinetto dell'Interno Mario Morcone, il capo della Polizia Franco Gabrielli, i comandanti generali dell'Arma dei Carabinieri, Tullio del Sette, e per la Guardia di Finanza, il sottocapo di Stato maggiore Umberto Sirico.