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Dl sicurezza e immigrazione, Salvini: passo in avanti per l'Italia

24 Settembre 2018

Ultimo aggiornamento:

Lunedì 1 Ottobre 2018, ore 10:13
Via libera dal Consiglio dei ministri al provvedimento che ridisegna il sistema dell'accoglienza

È stato approvato all'unanimità il decreto legge su sicurezza e immigrazione. Il via libera oggi nel corso della seduta n. 20 del Consiglio dei ministri.

Il provvedimento introduce una serie di novità, partendo dalla gestione dell'immigrazione e dell'accoglienza. Senza arretrare sulle garanzie e sui diritti fondamentali, come ha assicurato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte insieme al ministro e vicepremier Matteo Salvini. Con l'intento di mettere ordine nel sistema esistente, conformando il quadro regolatorio dell'accoglienza alle esigenze di sicurezza: «Più passi avanti in tema di sicurezza, più passi avanti per la tutela dei veri profughi», secondo Salvini.

Tra le principali innovazioni sul fronte immigrazione, il prolungamento dei tempi di trattenimento nei Cpr e l'individuazione di 6 fattispecie oggettive legate al riconoscimento dell'asilo, che in base al decreto potrà essere accordato a vittime di grave sfruttamento lavorativo, di tratta, di violenza domestica, di calamità naturali, protagonisti di atti di particolare valore civile, persone bisognose di cure mediche.

In tema di sicurezza vengono istituite 4 nuove sedi dell'Agenzia nazionale per l'assegnazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), con la possibilità di vendere sul mercato gli immobili confiscati, «che altrimenti rimangono a carico dello Stato per anni», sia per quanto riguarda la sicurezza urbana. Più  poteri attribuiti alle Polizie locali, con l’accesso a parte delle banche dati delle Forze dell'ordine e  la possibilità di estendere loro l'utilizzo della cosiddetta "pistola elettrica", il Taser.

Legato alla sicurezza è anche il tema dell'occupazione abusiva degli immobili, già affrontato a inizi settembre con una circolare del capo di Gabinetto del ministro, e sul quale il decreto introduce un giro di vite nei confronti delle organizzazioni dedite a tali reati.

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