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Enti sciolti per infiltrazioni della criminalità: on line la relazione 2017 del ministro dell'Interno

3 Aprile 2018

Ultimo aggiornamento:

Mercoledì 18 Aprile 2018, ore 17:59
Il documento con analisi e dati fotografa l'attività delle Commissioni incaricate della gestione straordinaria

E' on line la relazione del ministro dell'Interno, ai sensi dell'art. 146, comma 2 del Tuel, sull'attività delle Commissioni per la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso relativa all'anno 2017.

Nel documento sono evidenziati i provvedimenti di scioglimento, in particolare, i casi dell’azienda ospedaliera di Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta ed il Municipio X di Roma Capitale.

Una parte è, inoltre, dedicata all’attività regolamentare svolta dalle commissioni che hanno riguardato anche la riorganizzazione dell’apparato burocratico.

Spazio è, poi, dedicato alle iniziative gestionali adottate per il miglioramento delle condizioni finanziarie dei comuni e dei servizi offerti ed anche riguardo i rapporti con la cittadinanza, gli interventi in materia edilizia e le azioni per l’utilizzo dei beni confiscati o sequestrati alla criminalità organizzata.

Da un esame della localizzazione dei fenomeni di infiltrazione e condizionamento della criminalità organizzata nel tessuto politico dei comuni, emerge un trend in crescita nel nord del Paese. Le indagini giudiziarie hanno accertato la delocalizzazione/colonizzazione mafiosa, che conferma la presenza invasiva della criminalità organizzata nel nord Italia, caratterizzata da una penetrante capacità di infiltrazione, soprattutto della ‘ndrangheta, nell’economia legale di comuni anche di piccole e medie dimensioni.

Inoltre, gli enti sciolti per condizionamenti e infiltrazioni spesso, oltre a presentare situazioni di "disordine amministrativo" versano in precarie condizioni finanziarie. Nel 2017, il 9,5% dei comuni sciolti per condizionamento/infiltrazione di tipo mafioso sono in condizioni di deficit finanziario e hanno, quindi, dichiarato il dissesto o si sono avvalsi della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Il dato appare particolarmente significativo se si considera che, in ambito nazionale, su 7.960 comuni, quelli che nel 2017 risultano in dissesto o in riequilibrio finanziario rappresentano appena lo 0.9%.

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