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Femminicidi in aumento in Italia. I dati del rapporto Eures

20 Novembre 2014

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Ultimo aggiornamento:

Lunedì 2 Febbraio 2015, ore 13:50
L'analisi fotografa la realtà degli ultimi 10 anni. Prevale il movente passionale, ma spicca anche quello legato a fatti di criminalità o alla crisi. Contro la violenza di genere, evento al MAXXI di Roma il 24 novembre, organizzato dal ministero nell'ambito del semestre italiano di presidenza Ue

Le donne in Italia, nel 2013, sono state il 35,7% delle vittime di omicidio, 179 su 502. Omicidio che in questi casi si chiama ormai femminicidio.

Questa percentuale elevata conferma infatti 'il processo di femminilizzazione nella vittimologia dell'omicidio' osservato da Eures-Ricerche economiche e sociali, ente autore del Rapporto sul femminicidio in Italia negli ultimi 10 anni, dal quale sono tratti i dati diffusi in questi giorni.

I femminicidi sono aumentati del 14% rispetto ai 157 del 2012. In aumento quelli commessi in ambito familiare o in un contesto affettivo, ma nel totale sono comprese anche le donne vittime della criminalità, spesso come epilogo di una rapina. È aumentata l'età media delle vittime, passata dal 2012 al 2013 da 50 a 53,4 anni.

A livello territoriale, nel 2013 si registra, rispetto a una prevalenza del Nord negli anni precedenti, un aumento delle vittime di femminicidio al Sud (75 vittime), e il raddoppio dei casi nel Centro Italia (da 22 nel 2012 a 44 nel 2013). Lazio e Campania, con 20 vittime, sono le regioni con il più alto numero di femminicidi, seguite da Lombardia (19) e Puglia (15), mentre a livello provinciale sono in testa Roma (11), Torino (9) e Bari (8).

Tornando al contesto, prevale sugli altri (ad esempio rapporti di lavoro, di vicinato, criminalità) quello familiare o affettivo, il 66,4% del totale dei casi di femminicidio nel 2013, con il reato commesso dal marito o compagno, oppure dall'ex partner. Il dato si lega a quello del movente, che è prevalentemente passionale (504 casi tra il 2000 e il 2013, il 31,7% del totale), collegato spesso alla volontà della donna di interrompere il rapporto. Coerente con il prevalere del movente passionale è anche la modalità di esecuzione 'a mani nude' - per strangolamento, o percosse - che in forte aumento, spesso conseguenza di un'escalation di violenza, circostanza confermata dal fatto che nel 33,3% di casi di femminicidio avvenuti nel 2013 in un contesto di coppia il reato era stato preceduto da maltrattamenti, spesso denunciati.

Nell'ambito dei femminicidi commessi in ambito familiare spicca l'aumento dei matricidi (18,9% dei casi nel 2013, con 23 madri uccise), che gli analisti ricollegano soprattutto alla crisi economica, che ha portato a un forte incremento delle 'convivenze forzate'.

Il ministero dell'Interno, tra le iniziative messe in campo contro la violenza di genere, ha organizzato per il 24 novembre prossimo, vigilia della Giornata mondiale contro tutte le violenze sulle donne proclamata dall'Organizzazione delle Nazioni unite (Onu), un evento al MAXXI di Roma incentrato sulla Convenzione di Istanbul.

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