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Femminicidio, Minniti: le norme ci sono, serve più capacità di intervento

8 Novembre 2017

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Ultimo aggiornamento:

Giovedì 16 Novembre 2017, ore 10:54
Audizione del ministro davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta, in aumento le donne vittime di reati

Bisogna sviluppare anticorpi sociali contro fenomeni come il femminicidio. Lo ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti oggi in audizione a Roma davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno e sulla violenza di genere: una forma di «violenza inaccettabile basata sulla sopraffazione», sulla quale secondo il titolare del Viminale «si gioca la civiltà di un Paese».

 I dati

«Un dato preoccupa», ha riferito il ministro: «In un quadro che vede una generale diminuzione di reati, rimane tuttavia inalterato o aumenta il numero delle donne vittime».

Se dal 2011 si registra un calo degli omicidi - da 554 a 400 nel 2016, a 258, finora, nel 2017 - ha spiegato Minniti, sono però «in aumento le vittime di sesso femminile di omicidi in famiglia nel 2016 e nel 2017. Nel 2011 erano il 61% del totale, nel 2016 sono salite al 63% e nei primi 9 mesi di quest'anno, al 30 settembre, siamo al 71%, con 61 donne vittime su 86 omicidi avvenuti in ambito familiare».

Il fenomeno è diffuso in modo omogeneo su tutto il territorio. «Nel 30% dei casi le vittime hanno un'età inferiore ai 40 anni, nel 18% la vittima è di nazionalità straniera», ha proseguito con i dati il ministro. Per quanto riguarda gli autori dei reati, oltre il 20% ha meno di 30 anni; nel 13,5% dei casi è straniero.

Violenza di genere è anche maltrattamenti, stupri, stalking. Rispetto agli atti persecutori e agli stupri nei primi 9 mesi del 2017 si registra un calo significativo, meno 15,7%, «ma anche qui le vittime sono donne nel 75% dei casi»: una percentuale di fatto stabile, che dal 2011 a oggi ha oscillato tra 77, 75 e 72%. In calo anche le violenze sessuali: meno 12% dal 2011 al 2016, dato praticamente analogo - meno 0,2% - per il 2017, ha spiegato Minniti, ma rimane costante il fatto che il 90% delle vittime di violenza sessuale è donna.

Anche nei maltrattamenti in famiglia, nell'80% dei casi la vittima è donna, pure se al 2017 il fenomeno risulta in calo del 9,7%. In lieve aumento, invece, le donne vittime di percosse, da quasi il 45% al 45,10% da gennaio-settembre 2016 allo stesso periodo del 2017.

Gli strumenti contro femminicidio e violenza di genere

Contro la violenza di genere «non ci sono buchi», anche se «sentiamo di avere una legislazione che può essere ulteriormente sviluppata e migliorata», ha detto il ministro.

«Abbiamo fatto tanto», ha proseguito, ricordando anche l'attività del ministero dell'Interno su questo fronte. Negli ultimi 2 anni sono 13 i protocollo firmati dalle prefetture con comuni e province per potenziare al massimo la capacità di azione comune, attraverso la formazione degli operatori, il reinserimento delle vittime, ma l'obiettivo di Minniti è arrivare a un protocollo per ogni provincia.

Alle intese si affianca il protocollo Eva, che prevede la realizzazione di schede informative anche quando non c'è denuncia, consentendo di comporre un quadro della situazione che colma «il gap tra atto violento e atto violento denunciato», in costante aggiornamento. Il programma ha consentito finora di registrare «3607 aggressioni, di cui 3601 sono aggressioni maschili", ha riferito Minniti definendoli «risultati importanti».

Il punto cruciale: più vicinanza alle vittime 

Serve però una capacità di intervento «più ampia di quella che può essere svolta da un singolo ministro». «Abbiamo capacità di prevenzione e repressione ma ora è il momento di rafforzare la vicinanza alle vittime». E' questo il «punto cruciale», secondo Minniti, convinto che sia anche un modo per favorire l'emersione di questo tipo di reati.