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Immigrazione, Salvini al G6 di Lione: «Il modello italiano sta facendo scuola»

9 Ottobre 2018

Ultimo aggiornamento:

Martedì 23 Ottobre 2018, ore 12:55
Entro ottobre la riapertura di corridoi umanitari per chi fugge da zone di guerra

Si è conclusa a Lione la due giorni del G6 dei ministri dell'Interno, occasione per un confronto sui temi migratori, di sicurezza e di lotta al terrorismo. Nell'incontro stampa conclusivo di oggi, il ministro Salvini si è detto «contento, perchè le politiche italiane sull'immigrazione e di controllo dei confini raccolgono consensi».

Quelli che l'Italia invia sono segnali di sicurezza, di lotta al terrorismo e all'immigrazione clandestina con l'augurio che «lo stesso rigore che stiamo usando - precisa il ministro - lo usino anche altri Paesi europei». Un'azione che ha una componente fondamentale nel rinsaldare rapporti diplomatici con i Paesi dai quali arrivano i migranti. «Stiamo preparando - ha detto Salvini - una missione in Nigeria che per l'Italia è uno dei Paesi più problematici. Da qui sono arrivati quasi 60.000 immigrati e riusciamo ad espellerne solo qualche centinaio».

Il responsabile del Viminale parla di «un modello italiano che sta facendo scuola». «Oggi, al tavolo, è stato evocato da più di un collega il modello australiano come modello di blocco dei flussi che è esattamente il modello a cui sta lavorando il Governo italiano». Riporta, inoltre, una posizione comune dei partecipanti al tavolo nel sostenere l'idea italiana che «i migranti economici non possono essere accolti in Europa».

Per quanti fuggono da zone di guerra, il ministro ha annunciato che sta lavorando, con alcune comunità cattoliche, per riaprire dei corridoi umanitari che possano portare in Italia, in aereo e già in questo mese di ottobre, decine di donne e bambini. «Sono persone che meritano di essere aiutate». «La solidarietà - ha concluso Salvini - è uno dei valori fondanti della comunità italiana ed europea ma va esercitata entro certi limiti e rispettando le regole».

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