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Italia apripista in Europa sulla chiamata d'emergenza eCall

19 Maggio 2017

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 19 Maggio 2017, ore 13:10
Avviata in anticipo in Lombardia la sperimentazione della chiamata automatica al 1.1.2 NUE

di Benny Pistone

L'appuntamento per l'avvio della sperimentazione in Italia e in Europa del servizio eCall era previsto per l'ottobre 2017, e da marzo 2018 l'obbligo sui nuovi veicoli immatricolati, ma con cinque mesi di anticipo la sperimentazione è già partita ieri in Italia.

Il sistema eCall si serve del Global Positioning System (Gps), sistema di posizionamento globale, installato nelle scatole nere, già montate su talune vetture e veicoli commerciali per risparmiare sulle polizze assicurative. Le scatole nere (Black Box) sono degli antifurto satellitari, fruiscono di servizi di assistenza da remoto, registrano i movimenti del veicolo e allertano in automatico una centrale operativa nei casi di incidente. Se è necessario far intervenire dei soccorsi, attualmente sarà l'operatore del centro servizi a fare la chiamata.

La novità di eCall sta proprio nell'eliminazione di un passaggio per mezzo di un collegamento diretto con le centrali del 1.1.2 NUE, attivando così i soccorsi più vicini al luogo dell'incidente. La nuova tecnologia può fare quindi la differenza tra la vita o la morte, perchè i minuti risparmiati saltando un centro servizi si traducono in soccorsi più celeri.

L'Italia dunque apripista nella sperimentazione di un servizio di emergenza, un primato tecnologico reso possibile dall'accordo tra l’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) della regione Lombardia e l'associazione dei principali fornitori di servizi telematici italiani.