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L'ospedale San Camillo resterà al Lido di Venezia

7 Dicembre 2017

Ultimo aggiornamento:

Martedì 12 Dicembre 2017, ore 18:55
L'impegno preso grazie alla mediazione della prefettura

Ospedale e casa di cura della Fondazione Opera San Camillo, nel Lido di Venezia, a rischio chiusura. Il problema della possibile vendita della struttura, e le ricadute dal punto di vista occupazionale e sociale, sono statte ieri al centro di una riunione nella prefettura di Venezia alla quale hanno preso parte i rappresentanti della Fondazione proprietaria, i comuni di Venezia e Chioggia, e le organizzazioni sindacali dei lavoratori.

Nel corso del confronto i sindacati hanno lamentato la mancanza di chiarezza sulle intenzioni della proprietà, evidenziando la forte preoccupazione per un eventuale trasferimento delle strutture a seguito della vendita, con gravi ripercussioni occupazionali e sociali.

La Fondazione ha informato che sono unicamente state valutate alcune offerte di acquisto. Quanto alle prospettive future, la Fondazione ha dichiarato che, acquisito il riconoscimento della qualificazione di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) per l’ospedale del Lido, ha avviato un percorso di investimenti, della durata di circa due anni, per ottemperare alle prescrizioni ministeriali e allo sviluppo delle attività dell’istituto di ricerca e del Centro Servizio Anziani. La Fondazione ha ribadito che ha sempre avuto, e manterrà, un’attenzione particolare affinché le strutture del Lido mantengano il loro assetto attuale.

Il comune di Venezia, che segue con attenzione le questioni relative alla possibile vendita del S. Camillo, ha dichiarato che il Consiglio comunale ha ribadito a voti unanimi il carattere strategico della struttura per il Lido e per Venezia tutta. L’eccellenza e le professionalità che hanno contribuito alla costruzione di tale eccellenza meritano attenzione e tutela. Per queste ragioni è stato chiesto alla proprietà di prediligere, in caso di vendita, gli acquirenti che si impegneranno a mantenere in loco la struttura, garantendo investimenti e progettualità a lungo termine, sia sotto il profilo sanitario che sotto il profilo della ricerca. L’amministrazione comunale non consentirà destinazioni urbanistiche diverse da quelle sanitarie per gli immobili in questione, impedendo così qualsiasi eventuale manovra speculativa.

Il comune di Chioggia ha rappresentato la ferma volontà di sostenere il mantenimento della struttura in loco, per garantire non soltanto la posizione lavorativa di più di cento dipendenti chioggiotti, ma anche gli interessi delle loro famiglie e degli utenti che quotidianamente si rivolgono a questa struttura di eccellenza.

I sindacati hanno quindi preso favorevolmente atto della smentita chiara della proprietà in merito ad un accordo preliminare vincolante, con un importante gruppo sanitario o altri soggetti, e del piano di investimenti per ottemperare alle richieste ministeriali in modo da mantenere il riconoscimento di struttura a carattere scientifico e di ricerca per i prossimi anni. Grave invece è stata giudicata l'assenza della regione Veneto e dell’Ulss 3 Serenissima al tavolo di confronto.

Gli intervenuti hanno infine ringraziato la prefettura di Venezia per la mediazione svolta, che ha consentito di gettare le basi per l’individuazione di percorsi definiti a garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali e delle due strutture al Lido di Venezia.

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