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Lotta al racket e all'usura, riparte da Palermo con i lavori del Comitato di solidarietà

28 Agosto 2017

Ultimo aggiornamento:

Martedì 29 Agosto 2017, ore 17:44
In prefettura, riunione presieduta dal Commissario straordinario del Governo Domenico Cuttaia per ricordare Libero Grassi

In occasione del ventiseiesimo anniversario della barbara uccisione dell'imprenditore Libero Grassi, avvenuta per mano mafiosa, il Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura interverrà alle cerimonie celebrative che il 29 agosto prossimo si svolgeranno a Palermo.

Il Commissario ha convocato proprio a Palermo, nella tarda mattinata del 29 agosto, in prefettura, il Comitato di solidarietà il quale, in via ordinaria, si riunisce a Roma, con cadenza settimanale.

L'iniziativa ha una duplice finalità: da un lato onorare la memoria di Libero Grassi, il cui sacrificio ha impresso una svolta nell'azione di contrasto alla criminalità organizzata attraverso la previsione di meccanismi in grado di attivare maggiormente la collaborazione dei soggetti economici con la Magistratura e le Forze dell'Ordine, attraverso anche forme di solidarietà rivolte a coloro che sono state vittime dell'usura e dell'estorsione.

Dall'altro lato, avviare proprio da Palermo una forte azione di sensibilizzazione sull'utilizzazione di tali strumenti in modo da rafforzare la risposta delle istituzioni e della società civile ai fenomeni criminosi.

L'impegno che sta dispiegando l'Ufficio del Commissario Straordinario si svolge lungo tre direttrici fondamentali:

  • il rigoroso accertamento dei requisiti per l'iscrizione nell'apposito registro prefettizio delle associazioni antiracket e antiusura in modo che sia garantita sulterritorio una presenza attiva ed altamente qualificata delle espressioni più sensibili della società civile in grado di offrire un incisivo contributo all'azione investigativa di Magistratura e Forze di Polizia;
  • il perseguimento di più elevati livelli di efficienza nella definizione delle pratiche di accesso al Fondo per le vittime del racket e dell'usura, accelerandone l'iter e salvaguardando nel contempo l'esigenza del pieno rispetto dei canoni di oculatezza della spesa;
  • l'allargamento della platea dei richiedenti l'accesso al Fondo, nella precisa consapevolezza che, essendo le relative istanze collegate necessariamente alle denunce penali nei confronti di estorsori e usurai, un maggior ricorso al Fondo implicherà anche un maggior numero di denunce penali e quindi l'emersione di fenomeni criminosi che minano alle radici la convivenza civile.