Ministero dell'Interno

Ministero dell’Interno

Tu sei qui

Manzione: «È il momento di fare un tagliando alla legge sulle persone scomparse»

26 Luglio 2017

Temi:

Ultimo aggiornamento:

Martedì 1 Agosto 2017, ore 15:54
A dieci anni dalla nascita della struttura del Commissario, una cerimonia a Montecitorio per ripercorrere le tappe e puntare alle sfide future

servizio di Sonia Seghetta, live twitting di Maria Gabriella Costantino 

«È un viaggio che dura da dieci anni». L’attuale Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse Vittorio Piscitelli ha ripercorso, questa mattina presso la Sala Regina della Camera dei Deputati, le tappe principali che hanno condotto la struttura, istituita il 31 luglio 2007, alla realizzazione di «un modello italiano di altissimo spessore».  Oggi, ha riferito il prefetto Piscitelli, è stato possibile aprire addirittura un «fronte internazionale», per l’identificazione dei corpi dei migranti naufragati e recuperati nel Mediterraneo, un modello ritenuto dai media «un fiore all’occhiello del nostro Paese, non essendoci altri precedenti simili, per novità e qualità degli interventi adottati».
Si è passati, in questo lungo periodo, «dalla politica del “ricercare lo scomparso” a quella del “prevenire la scomparsa”», ha affermato il prefetto Piscitelli che, nell’occasione, ha presentato i dati statistici contenuti nella “XVII Relazione – primo semestre 2017”.

Dieci anni fa, le denunce di persone scomparse non erano considerate una priorità nei commissariati e nelle procure, ha ricordato il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione, presente alla cerimonia. La struttura fa un salto di qualità con l’emanazione della legge 203/2012 che promuove il prefetto quale snodo a livello provinciale di tutte le iniziative per le persone scomparse e trait d’union con il Commissario straordinario. Grazie anche alla collaborazione tra pubblico e privato, soprattutto nel terzo settore, tutte le provincie possono oggi contare su mappature del territorio e su un Piano provinciale di ricerca delle persone scomparse.
«I numeri sono cambiati», ha osservato il sottosegretario Manzione, si sono aggiunti anche molti stranieri; inoltre, «si aprono fronti nuovi e sconosciuti». Alle patologie, come l’alzheimer, e alle motivazioni più note che causano gli allontanamenti, si aggiungono nuove e più complesse cause come le sottrazione di minori internazionali e i pericoli del web. Nuove prospettive si sono aperte e altre si apriranno. «È il momento di fare un tagliando alla legge», ha concluso Manzione.

Nel corso della cerimonia, sono intervenuti il prefetto Gennaro Monaco, primo dei quattro commissari che si sono succeduti dal 2007, il portavoce di “Penelope scomparsi” Elisa Pozza Tasca e il presidente dell’associazione onlus “Penelope Piemonte” Francesco Farinella
Le due associazioni, che anche a livello nazionale hanno seguito passo passo il percorso istituzionale, stanno lavorando adesso a uno studio sulle motivazioni che spingono le persone ad allontanarsi, come le violenze sulle donne e sui minori, il bullismo, ecc. «Non ci possiamo fermare», ha commentato Pozza Tasca, socia fondatrice di Penelope.

Il prefetto Piscitelli ha concluso il suo intervento osservando che l’esiguità della struttura non può più essere ritenuta sufficiente e che, data la mole di lavoro, è «ormai improcrastinabile la revisione dell’assetto organizzativo dell’ufficio», per determinare un organico con «profili funzionali adeguati» e «appositi capitoli di spesa».

XVII Relazione - primo semestre 2017