Ministero dell'Interno

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Migranti, il Gruppo di contatto per la rotta del Mediterraneo centrale diventa stabile

20 Marzo 2017

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 31 Marzo 2017, ore 14:02
Paesi della Ue e del Nord Africa assicureranno insieme un maggiore coordinamento nella lotta al traffico di esseri umani. Concluse le giornate di incontri. Minniti: «Fatto un importante passo avanti»

Servizio di Giancarlo Messina

«Oggi abbiamo fatto un passo importante, abbiamo messo in comune la volontà di governare l'immigrazione; l'esito della riunione è stato particolarmente fruttuoso». E' questa la convinzione espressa dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, oggi al termine dell'incontro conclusivo con ministri e rappresentanti di Paesi della Ue e del Nord Africa che fanno parte del "Gruppo di contatto per la rotta migratoria del Mediterraneo centrale", presso la scuola Superiore di Polizia, in via Pier della Francesca a Roma.

«Il Gruppo che abbiamo creato - ha detto Minniti - diventa stabile». Il prossimo incontro «in tempi abbastanza vicini», ha fatto sapere, sarà a Tunisi.

«La prima questione da affrontare è quella di rafforzare la partnership con i due paesi del nord Africa, la Tunisia e la Libia. Il nostro meeting è stato impreziosito dalla  presenza del presidente Gentiloni e del premier libico Al Sarraj che «è stato qui per testimoniare l'impegno della Libia alla lotta ai trafficanti di uomini».
L'obiettivo primario per il ministro dell'Interno è infatti «quello di affrontare il governo dei flussi migratori partendo da un'azione di contrasto ai trafficanti di uomini. La lotta contro i trafficanti e la stabilità della Libia sono due facce della stessa medaglia, della stessa partita», ha fortemente evidenziato.

«Quando ci sarà una guardia costiera libica, sarà possibile coordinare le sue attività con le navi dell'operazione Sofia» ha detto Minniti, aggiungendo che «altrettanto importante è il controllo dei suoi confini meridionali». Su questo punto il ministro dell'Interno ha reso noto che «entro la metà di maggio verranno restituite alla Libia le prime delle dieci motovedette previste dall'accordo» dopo che i «90 marinai della Guardia costiera libica si sono addestrati a bordo della nave San Giorgio e che ora sono all'ultimo step della loro formazione, saranno pronti».

Le persone che tenteranno la traversata del Mediterraneo dovrebbero quindi essere fermati già nelle acque territoriali e riportati in Libia dove saranno allestiti «campi di accoglienza, nei quali dovranno essere rispettati i diritti umani: questo punto è molto importante e non cancellabile», ha sottolineato il ministro.

Pronti ad investimenti molto significativi

«C'è un forte impegno sul terreno della solidarietà. L'Italia ha già stanziato 200 milioni nel fondo Africa, per la gestione dei flussi migratori, l'Unione europea ha fatto altrettanto. C'è un impegno totale e assoluto in tal senso da parte dell'esecutivo», ha detto Minniti.

Avramopoulos: l'Italia non è da sola, l'Europa la sostiene

«Non possiamo lasciare l'Italia o la Libia da sole davanti a quest'emergenza» ha detto il commissario europeo agli Affari interni, Dimitri Avramopouls durante la conferenza stampa accanto al ministro Minniti.
Il commissario ha riconosciuto che il nostro Paese «è stato sottoposto ad una pressione fortissima sotto il profilo dei flussi migratori illegali» ma ha voluto rassicurare sul fatto che «l'Italia non è sola, l'Unione europea è al suo fianco. La sfida con cui ci si confronta non è europea o africana, è globale e condivisa».

I ministri della Ue e Nord Africa: ci sarà maggiore coordinamento

I ministri dell'Interno di diversi Paesi dell'Europa e del Nord Africa si impegnano a «intensificare il coordinamento costante, la cooperazione e lo scambio di expertise e informazioni nella gestione dei flussi migratori», è quanto si legge nella dichiarazione d'intenti finale dell'incontro.

Il ministro Minniti e il commissario Ue Avramopoulos durante la conferenza stampa