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Minniti a Reggio Calabria: sconfiggere la 'ndrangheta priorità nazionale

18 Aprile 2017

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Ultimo aggiornamento:

Martedì 2 Maggio 2017, ore 14:45
Il ministro ha presieduto in prefettura la Conferenza delle autorità di pubblica sicurezza, insieme al capo della Polizia, ai comandanti generali dell'Arma e della Guardia di Finanza e al capo di Gabinetto, Mario Morcone. Consegnati 92 beni confiscati alla criminalità

«Il nostro obiettivo non è contenere la 'ndrangheta, ma sconfiggerla. Prima era solo un principio, oggi è un obiettivo strategico. Non molleremo la presa: è una assoluta priorità nazionale». Ha commentato così il ministro dell'Interno Marco Minniti al termine della Conferenza delle autorità di pubblica sicurezza che si è tenuta oggi alla prefettura di Reggio Calabria. Presente il capo Dipartimento Elisabetta Belgiorno e il direttore dell'Angezia nazionale dei beni confiscati Umberto Postiglione.

«Stamattina - ha detto il ministro - insieme al capo della polizia Franco Gabrielli, ai comandanti generali dell'Arma e della Guardia di Finanza Tullio Del Sette e Giorgio Toschi, e con i procuratori ed i prefetti della regione, abbiamo convenuto di lavorare ulteriormente, e non come mera enunciazione di principio, per tagliare le radici alla criminalità organizzata calabrese. Un'operazione strategica su cui ci impegneremo e non lasceremo nulla di intentato. In Calabria - ha proseguito il ministro - si gioca una partita nazionale, che va anche oltre i confini del nostro Paese. La 'ndrangheta è un player sia a livello nazionale, sia internazionale, combatterla dove ha le radici costituisce un elemento cruciale e un punto di forza straordinario.

Abbiamo preso atto - ha detto Minniti - del lavoro straordinario di questi anni, soprattutto in Calabria dove è stata svolta un'attività di prevenzione e repressione senza precedenti. I numeri parlano chiaro. Abbiamo percio' deciso di continuare su questa strada, sviluppando il massimo di collaborazione, già eccellente, tra le diverse istituzioni e confermando - ha concluso - l'impegno e il sostegno con uomini, mezzi e risorse».

In mattinata, erano stati consegnati ventidue immobili all'Agenzia del Demanio, tre alla Regione Calabria e 67 unità immobiliari al Comune di Reggio Calabria, per un totale di 92 beni confiscati, per finalità sociali e per esigenze abitative delle classi sociali svantaggiate o di alloggio per le Forze dell'Ordine.

«Il tema del sequestro e della confisca di beni alla criminalità organizzata - ha sottolineato il ministro dell'Interno - è un elemento cruciale della lotta contro la criminalità organizzata. La 'ndrangheta si è impossessata con la violenza di risorse pubbliche per scopi privati, lo Stato le riprende e i beni tornano alla collettività. E dentro le case della 'ndrangheta, ha concluso, andranno le famiglie di poliziotti, carabinieri e finanzieri».