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Minniti: ucciso Anis Amri, presunto attentatore di Berlino

23 Dicembre 2016

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Ultimo aggiornamento:

Venerdì 30 Dicembre 2016, ore 10:55
Il ministro dell'Interno lo ha annunciato in conferenza stampa al Viminale: «Esprimo la mia più totale soddisfazione per l'operazione. L'Italia deve essere orgogliosa»

servizio di Maria Grazia Loreto

«È senza ombra di dubbio Anis Amri, presunto sospettato dell'attacco terroristico a Berlino» la persona uccisa questa notte a Sesto San Giovanni nel corso di un controllo di Polizia.

Lo ha annunciato poco fa il ministro dell'Interno Marco Minniti in conferenza stampa al Viminale, al suo fianco il capo della Polizia Franco Gabrielli e i comandanti generali di Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e Guardia di Finanza Giorgio Toschi

«Esprimo la mia più totale soddisfazione per l'esito dell'operazione» ha detto il ministro ringraziando «di vero cuore» l'agente scelto Cristian Movio, rimasto ferito nell'operazione, «per la professionalità che ha dimostrato insieme al suo collega», l'agente Luca Scatà.

Erano le 3 del mattino, ha ricostruito il ministro, quando nella cittadina del milanese «una pattuglia della Polizia di Stato ha fermato nell'ambito di una normale attività di controllo una persona che si aggirava con fare sospetto».

«Fermato, l'uomo senza esitare ha estratto la pistola e ha sparato» ferendo Movio, ora ricoverato in ospedale, ma non in pericolo di vita, ha assicurato il ministro.

L'operazione, sulla quale Minniti non ha aggiunto dettagli poiché sono in corso le indagini della magistratura, è stata fatta in totale sicurezza per la popolazione, ha sottolineato il ministro.

Grazie alle persone come i due poliziotti, «gli italiani potranno fare un Natale ancora più felice» ha proseguito il ministro, che ha già parlato personalmente con l'agente ricoverato facendogli gli auguri di pronta guarigione e trasmettendogli «la gratitudine mia, del ministero, del capo della Polizia di Stato».

Il ministro ha ringraziato, più in generale, tutto il dispositivo di sicurezza del Paese, «di cui l'Italia deve essere orgogliosa».

Grazie a Carabinieri e Guardia di finanza per il lavoro costante di collaborazione grazie al quale è possibile «un elevato controllo del territorio che consente di identificare e neutralizzare una persona in fuga».

Grazie «di vero cuore», infine ma non in ultimo, a chi ora è sulle strade, Forze di Polizia, Esercito. Non è facile, con il rischio terrorismo, ha detto il ministro, «ma posso assicurare che noi ce la mettiamo tutta».

L'Italia deve essere orgogliosa. Punto.

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