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Operazione Babylon, sequestrati 14.000 'wallet' di bitcoin

31 Luglio 2015

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Ultimo aggiornamento:

Martedì 15 Settembre 2015, ore 12:35
La Polizia postale scopre il nodo italiano della 'darknet' dove si scambiano pedopornografia, armi e droga nel mondo del deep web

Servizio di Maria Grazia Loreto

Se non si trattasse di criminalità globale via web sembrerebbe quasi un mondo incredibile quello che emerge dal 'market place' on line dell'illegalità scoperto con l'operazione Babylon, che ha portato - secondo caso dopo Silkroad dell'Fbi - al sequestro di 14.000 'wallet' o conti correnti di bitcoin, la moneta virtuale nata nel 2009 con la quale si svolgono le transazioni anonime, 'quotata' 263.54 euro.

Presentata questa mattina a Roma nella sede delle relazioni esterne della Polizia di stato, Babylon è il frutto di 3 anni di investigazioni sotto copertura condotte dagli operatori del Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia on line (Cncpo).

Tutto è partito dalle tracce informatiche di 'freenetservice', comunità pedofila on line che organizza viaggi per turismo sessuale. E come spiegano i vertici della Polizia postale e gli investigatori che hanno seguito le indagini in collaborazione con Europol e con il coordinamento della direzione distrettuale antimafia (Dda) di Roma - il direttore del servizio di Polizia postale Roberto Di Legami, il direttore della II divisione della Postale Carlo Solini e il direttore del Cncpo Elvira D'Amato - da lì è venuto fuori un mondo.

Oltre 12 'hidden service' per lo scambio non solo di materiale pedopornografico ma anche di armi, droga, documenti falsi, kit di hackeraggio, codici per la clonazione di carte di credito o la violazione di utenze, compresi manuali su come mantenere l'anonimato, la vera arma di questa nuova forma di criminalità transnazionale - 170.000 le transazioni effettuate, 14.000 gli iscritti - combattuta con le stesse armi - la copertura - dalla Polizia postale. Che è riuscita a localizzare gli snodi in Italia di questo 'black market', dietro ai quali ci sarebbe come gestore un quarantenne campano, sul quale sono in corso le indagini.

L'obiettivo principale, adesso, spiega D'Amato, è 'deanonimizzare' le reti, individuare chi c'è dietro alle transazioni di materiale illecito che per quanto riguarda la pedopornografia - vera e propria 'porta d'accesso' al mondo parallelo del deep web - dietro le immagini nasconde nella maggior parte dei casi abusi realmente avvenuti.

Individuare le transazioni anonime è oggi una delle nuove frontiere della criminalità; come spiega Solini individuare gli utenti significa lavorare per la sicurezza della rete contro queste piazze virtuali nascoste che incrociano domanda e offerta dell'illecito.

Non è esagerato parlare di queste 'darknet' come di un network parallelo a Internet. La rete non esaurisce affatto il mondo delle comunicazioni via web, ha raccontato il procuratore aggiunto della Dda Michele Prestipino, spiegando quanto è stato complesso accedere e ricostruire le dinamiche di queste reti che hanno rigide regole di ingresso, affiliazione e rispetto dei ruoli.

Sequestrare i wallet, individuare le transazioni, sottolinea il concetto Di Legami, è la prova che il 'fantasma' che il network internazionale di investigatori, Fbi statunitense compreso, stava inseguendo esiste, e si è riusciti a metterci le mani sopra.  

Il prossimo step, annuncia il funzionario Europol Jean Charles Schweitzer, è approfondire i filoni emersi, che aprono nuovi fronti nel contrasto globale alla criminalità. Il tutto mantenendo e rinforzando il modello di cooperazione internazionale basato sul supporto ormai decennale di Europol, un modello da esportare, secondo D'Amato, come 'bestpractice'.

 

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