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Operazione internazionale contro la "sextortion"

26 Marzo 2018

Temi:

Ultimo aggiornamento:

Mercoledì 28 Marzo 2018, ore 12:11
Un'indagine della polizia italiana e marocchina ha portato all'arresto di 23 persone

Polizia di Stato e Gendarmerie Royale del Regno del Marocco hanno collaborato insieme per arrestare 23 cittadini marocchini ritenuti responsabili di aver estorto denaro a cittadini italiani con la tecnica della cosiddetta Sextortion.
L’attività di analisi di questo tipo di reato svolta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, anche grazie ai contributi informativi di società di Money Transfer, ha contribuito ad individuare l'organizzazione che operava dal Marocco, visto che il denaro richiesto alle vittime veniva incassato in diverse città magrebine, fornendo indicatori fondamentali per l’attività di indagine transnazionale.

Che cos'è

La Sextortion è un fenomeno criminale diffuso in rete. All'inizio si parte dalla richiesta di amicizia sui social da parte di giovani ragazze che, però, al termine delle conversazioni su video-chat via via più intime, richiedevano il pagamento di denaro con la minaccia che se le vittime non avessero pagato le somme richieste avrebbero visto pubblicare i filmati sui profili facebook personali, di familiari o amici o sul canale youtube.

Chi colpisce

Ormai si può parlare di fenomeno criminale di interesse sociale. Le vittime sono generalmente persone di sesso maschile di ogni età ed estrazione sociale, che vengono spinte non solo al pagamento di ingenti somme di denaro, ma anche, in alcuni casi, a togliersi la vita. Sono stati infatti registrati in Italia quattro casi di suicidio e sono oltre cinquemila le denunce presentate presso gli uffici territoriali
Questo fenomeno, come dimostrano i dati forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, è in rapido aumento: dal 2012 al 2015 di oltre il 500%, senza considerare che molti decidono di non denunciare.

Come difendersi

Grazie, però, alle campagne di sensibilizzazione che la stessa Polizia ha messo in campo, ad esempio, con "Una vita da social", il numero dei casi, negli ultimi anni, è in "aumento controllato". Anche particolari strumenti, come gli "Alert" presenti sul portale del Commissariato di P.S. on line, hanno consentito di evitare ben più gravi conseguenze.

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