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#Pasocial, la nuova comunicazione al servizio dei cittadini

15 Febbraio 2017

Ultimo aggiornamento:

Giovedì 23 Febbraio 2017, ore 13:13
Parte da Palazzo Chigi il progetto per una Pa sempre più aperta, trasparente e digitale

Servizio di Massimo Geria e Michele Ciervo

Un punto da cui partire per tracciare il percorso verso una Pubblica amministrazione sempre più aperta, trasparente e digitale. Presso la Sala Monumentale di Palazzo Chigi è stato presentato, questa mattina, il libro "Pa social, viaggio nell'Italia della nuova comunicazione tra lavoro, servizi e innovazione". L'incontro si è aperto con i saluti via Twitter del ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione, Marianna Madia.

La pubblicazione è stata realizzata da Francesco di Costanzo, giornalista e promotore del gruppo #Pasocial, un'iniziativa che ha preso vita nel 2015 con l'obiettivo di diffondere e sviluppare tra le amministrazioni i nuovi modelli di comunicazione pubblica. Al gruppo partecipa, oltre alla maggior parte delle Amministrazioni centrali e i Corpi della Polizia di Stato, dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, anche la redazione di Interno.gov.it che ha contribuito alla stesura del libro con un contributo sulle esperienze social e le capacità acquisite 'sul campo' sino ad oggi.

Diversi gli interventi e le testimonianze presentate durante l'incontro sia da responsabili degli Uffici stampa di pubbliche amministrazioni che da esperti di comunicazione, giornalisti e società private. Alta l'attenzione social sull'argomento tanto da lanciare l'hashtag #Pasocial ai primi posti nei trending topics di Twitter.

Che i social siano uno strumento “primario” di informazione dei cittadini lo dicono i dati dell’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli per ItaliaCamp, “Il ruolo dei Social in Italia: tra Istituzioni e imprese”, diffusi da Livio Gigliuto nel corso della presentazione del libro. Per ogni singola Pubblica amministrazione, sono stati esaminati 154 soggetti, si è verificata la presenza dei social network più comuni quali: Facebook, Twitter e YouTube. Sono stati registrati inoltre i relativi follower o iscritti e presi in considerazione solo i profili social presenti sui siti istituzionali. La rilevazione è stata effettuata nel mese di settembre 2016.

Gli italiani, ci dice la ricerca, chiedono sempre di più alla Pa di usare i social network ma allo stesso tempo avanzano la richiesta di poter partecipare maggiormente anche attraverso un contatto diretto. Ma quali sono le esigenze informative per le quali i cittadini vorrebbero una risposta dalla Pa attraverso i social? In primis informazioni in tempo reale, soprattutto su eventi ed emergenze (91%), poi avere la possibilità di segnalare disservizi all’interno delle città dove vivono (90%), a seguire ottenere indicazioni su promozioni e prodotti del territorio (89%).

La ricerca evidenzia poi che in Italia due pubbliche amministrazioni su tre sono sui social, prendendo in considerazione le principali istituzioni italiane: dalla Presidenza della Repubblica fino ad arrivare a ministeri, regioni e comuni. Ma c’è ancora un gap che la Pa deve recuperare in merito all’affidabilità delle informazioni rispetto alle aziende. I cittadini intervistati hanno segnalato infatti che ritengono attendibili nel 56% delle volte le info avute da privati mentre quelle ottenute dalle istituzioni sono poco al di sotto del 50%.