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Persone scomparse e cadaveri senza identità: emanata una direttiva per il prelievo del Dna

24 Novembre 2017

Ultimo aggiornamento:

Lunedì 4 Dicembre 2017, ore 19:53
Il prefetto Piscitelli chiede maggiore omogeneità nell’applicazione del regolamento sulla banca dati che raccoglie i reperti biologici

Il Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse Vittorio Piscitelli ha emanato una circolare per favorire, su tutto il territorio nazionale, un’applicazione più omogenea del regolamento sulla Banca dati del Dna in cui confluiscono i dati dei reperti biologici delle persone scomparse, dei cadaveri non identificati e dei resti non identificati (art. 6 del  d.P.R. n. 87 del 7 aprile 2016).

Per evitare il ricorso generalizzato al prelievo o eventuali disparità di trattamento, e per andare incontro anche alle legittime aspettative dei familiari, il prefetto Piscitelli lascia in capo alle autorità preposte (organi investigativi, polizia scientifica, reparti operativi dei Carabinieri) la decisione di prelevare il Dna degli individui scomparsi e di repertare elementi identificativi della persona stessa o degli oggetti da lei esclusivamente utilizzati.

In particolare, a prescindere dalle ipotesi di reato, devono essere repertati i profili di persone scomparse quando:

  • si tratta di casi allarmanti;
  • è possibile siano vittime di reato;
  • sono affette da disturbi neurodegenerativi o da disabilità psico-fisica;
  • potrebbero trovarsi in uno stato di pericolo, sebbene l’allontanamento sia stato considerato volontario.

Questa metodologia consentirà il successivo confronto con il Dna dei cadaveri non identificati che attualmente sono 881.

Il documento, sottoscritto il 22 novembre 2017, è stato inviato all’attenzione di tutti i procuratori capo della Repubblica, dei procuratori generali presso le Corti di appello e dei prefetti. A questi ultimi è rivolto anche l’invito a sottoscrivere protocolli d’intesa con le procure e con altri attori istituzionali, come è stato già fatto in Lombardia, Toscana e Lazio.

Il sistema informativo nazionale Ricerca Scomparsi (Ri.Sc.)

Contiene i dati relativi alle persone scomparse e le informazioni raccolte dai medici legali sui cadaveri non identificati. Inoltre, consente di rilevare eventuali corrispondenze. Per l’acquisizione delle informazioni gli operatori condividono gli stessi modelli:

  •  Scheda ante mortem (AM) su cui vengono annotate tutte le informazioni riguardanti la persona scomparsa: i connotati salienti, eventuali segni particolari, indumenti indossati al momento della scomparsa, effetti personali, documenti, foto e altri elementi utili al ritrovamento e all'identificazione;
  •  Scheda post mortem (PM), su cui vengono annotati tutti i dati riguardanti il cadavere non identificato: i connotati salienti, le condizioni del cadavere, le probabili cause del decesso, il prelievo del campione biologico, foto e altri elementi che possono essere ritenuti utili alla sua identificazione.