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Piano straordinario di controllo nei territori di Bitonto e Bari

2 Gennaio 2018

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Ultimo aggiornamento:

Martedì 11 Dicembre 2018, ore 13:59
Lo ha annunciato Minniti dopo il vertice in prefettura a pochi giorni dalla sparatoria del 30 dicembre: «La risposta dello Stato sarà molto dura»

Il ministro dell'Interno Marco Minniti ha presieduto questa mattina a Bari, in prefettura, il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica  convocato dopo la sparatoria del 30 dicembre scorso nei vicoli del centro di Bitonto nella quale ha perso la vita l'ottantaquattrenne Annarosa Tarantino, uccisa da un proiettile vagante.

Minniti ha presieduto il comitato per dare con la sua presenza, ha spiegato ai giornalisti al termine dell'incontro, un segnale di vicinanza «a chi subisce l'inaccettabile e prevaricante azione di piccoli gruppi di carattere criminale e mafioso».

È inaccettabile «che a Bitonto e in Italia una persona possa perdere la vita soltanto per essersi trovata in un posto sbagliato al momento sbagliato. Tra l’altro il posto non era sbagliato e neanche il momento era sbagliato» ha proseguito il ministro riferendosi alla morte accidentale della donna «del tutto estranea ai fatti».

Si tratta probabilmente di una rappresaglia, ha ricostruito Minniti, all'interno di un conflitto in atto a Bitonto tra clan che hanno «un modo di agire tipico delle organizzazioni mafiose e che si dedicano prevalentemente alla gestione delle piazze di spaccio, con sempre maggiore capacità di reclutamento e di fuoco" grazie alla capacità di rapportarsi con la criminalità diffusa che agisce sul territorio.

Fatti rispetto ai quali «è ancora più urgente una risposta al livello dell'inaccettabilità di quello che è avvenuto», una risposta che «sarà molto dura» e non consentirà non solo zone ma «nemmeno angoli franchi» alla criminalità ha detto ancora il ministro spiegando le linee d'azione individuate durante la riunione, alla quale erano presenti anche il vice capo di Gabinetto vicario Patrizia Impresa, il capo della Polizia Franco Gabrielli, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, il comandante interregionale della Guardia di Finanza Carlo Ricozzi, il procuratore della Repubblica Giuseppe Volpe, il sostituto procuratore Giannicola Sinisi, il sindaco metropolitano di Bari Antonio Decaro e il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio.

Lo Stato agirà «su un triplice livello»: l'individuazione e l'arresto dei responsabili della sparatoria durante la quale è rimasto invece ferito Giuseppe Casadibari, pregiudicato presunto bersaglio dell'azione; l'attività investigativa di medio periodo sulla criminalità organizzata attiva sul territorio; la predisposizione di un piano straordinario di controllo per l'intera area metropolitana, che sarà «frutto di una cooperazione rafforzata tra le Forze di Polizia e coloro che sono chiamati in prima persona alla  gestione diretta del territorio, i sindaci».

Queste azioni andranno avanti «fino a quando sarà necessario, come a Foggia o a Ostia, dove è ancora  necessario». «Sarà un'azione incessante per il ristabilimento di principi importantissimi come quelli della libertà dentro la sicurezza», entrambi necessari in democrazia, ha concluso Minniti.

Oggi intanto a Bitonto, nel giorno dei funerali della donna uccisa in programma nel pomeriggio in cattedrale, è lutto cittadino. Alle 19, inoltre, sempre in città, in piazza Moro, i sindaci dei comuni della città metropolitana di Bari sfileranno in corteo per esprimere la condanna delle istituzioni locali e «rivendicare giustizia e sicurezza sul territorio», come ha dichiarato a ridosso della sparatoria in una nota il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio.

Il comune ha anche annullato tutte le manifestazioni già organizzate per le feste fino al 7 gennaio.

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