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Più risorse per l'Anbsc e leggi più snelle per combattere le mafie

21 Giugno 2018

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Ultimo aggiornamento:

Giovedì 28 Giugno 2018, ore 17:08
Il ministro Salvini con il direttore dell'Agenzia Sodano e il presidente del Lazio Zingaretti alla Romanina nelle ville confiscate ai Casamonica

Un giardino per le famiglie e una centro per ragazzi autistici sorgeranno al posto delle ville - tutte abusive- confiscate al clan Casamonica alla Romanina, periferia Sud-Est di Roma, visitate questo pomeriggio dal ministro dell'Interno Matteo Salvini insieme con il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, il direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) Ennio Mario Sodano e il prefetto di Roma Paola Basilone. Presente anche Monica Lozzi, la presidente del Municipio VII del comune di Roma, nel quale ricade il quartiere.

È «un bel segnale» restituire ai cittadini quest'area, perché ogni bene restituito alla collettività «è una vittoria dello Stato», il segno che lo Stato è meglio della mafia, ha detto Salvini durante il sopralluogo, accompagnato da cittadini, rappresentanti dei comitati di quartiere, giornalisti, e ripreso in diretta sull'account Facebook del ministro.

Dopo circa 3 anni dal sequestro della villa visitata per prima - un tempo lungo, ha spiegato Zingaretti, dovuto agli adempimenti burocratici legati al carattere abusivo delle costruzioni - la situazione si è sbloccata.

La regione, alla quale i beni sono stati destinati, stanzierà 250 mila euro tramite bando, come ha fatto per la villa di fronte, seconda tappa del sopralluogo, nell'ambito di un programma che ha già finanziato il recupero di 11 beni confiscati.
Un recupero reso possibile anche grazie alle associazioni del territorio, «eroi» che hanno avuto il coraggio di farsi avanti per gestire - nel caso della Romanina - un bene appartenuto a un clan molto influente nella zona.

Eroi come lo sono, secondo Salvini, i dipendenti dell'Agenzia che da soli gestiscono 15mila beni, circa, tolti alle mafie, ha ricordato il ministro, per la prima volta in visita alla Romanina e intenzionato a «visitare una periferia a settimana», compatibilmente con gli impegni di governo, anche per rispondere agli inviti di oltre 20 comitati di quartiere.

«Da ministro conto di aiutare l'Agenzia per aggiungere personale e soldi» e potenziare così il lavoro dell'Anbsc, ha detto. Oltre agli immobili, ai terreni e ai conti correnti ci sono infatti anche aziende e posti di lavoro sui quali bisogna reinvestire.

C'è bisogno oltre all'aumento di organico, ha aggiunto Salvini, di leggi più snelle e meno burocrazia, e di una maggior autonomia dell'Agenzia che deve poter vendere i beni oggettivamente inutilizzabili.

«La mafia si combatte sui portafogli», ha ribadito il ministro ai giornalisti riassumendo il concetto che fa perno intorno alla sottrazione dei beni ai clan e al loro riutilizzo.

Per questo «sarò presto in Calabria» - 8 appartamenti confiscati in provincia di Reggio diventeranno locali per la Polizia di Stato - «e in Lombardia», ha annunciato, e poi in Toscana, dove c'è un'azienda da riconsegnare alle comunità locali.
Tutte tappe di una ideale tabella di marcia che prevede la presenza costante del titolare del Viminale a iniziative legate al riutilizzo dei beni tolti ai mafiosi.  

Interpellato, tra le altre domande, sulla vicenda della nave della ong Lifeline, Salvini ha risposto di aver «solo ribadito un principio di legalità», spettando al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti affrontare la questione sulla quale lo stesso ministro «sta lavorando».

Da sinistra: il presidente del Lazio Zingaretti, il ministro Salvini, i prefetti Paola Basilone ed Ennio Mario Sodano sul terrazzo di una villa confiscata alla Romanina

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