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Il Presidente Mattarella a Locri per la XXIIª Giornata della memoria e dell'impegno antimafia

20 Marzo 2017

Temi:

Ultimo aggiornamento:

Lunedì 20 Marzo 2017, ore 14:16
Ha incontrato i familiari delle vittime all'iniziativa organizzata dall'associazione Libera

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto ieri a Locri alla XXII Giornata della memoria e dell’impegno per ricordare le vittime innocenti delle mafie, organizzata ogni anno dall’Associazione Libera di Don Luigi Ciotti.

Alla manifestazione, che si è svolta sul campo dello stadio comunale davanti a circa 600 familiari di vittime della criminalità organizzata, erano presenti il ministro dell’Interno Marco Minniti, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi e, oltre al prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari, numerose autorità politiche, civili e religiose locali e la cittadinanza.

Per 40 minuti sono stati rievocati i nomi dei 950 uomini, donne e bambini che nel corso del tempo sono morti per mano delle mafie: uomini delle istituzioni politiche, dell’autorità giudiziaria, delle Forze dell’ordine, sindacalisti, giornalisti, medici, avvocati, imprenditori, funzionari pubblici, sacerdoti, esponenti del volontariato e tanta gente comune onesta, più di cento bambini.

In una atmosfera commossa, preceduto dall’intervento di don Ciotti, ha parlato il Presidente Mattarella che, dopo aver rivolto il primo pensiero «a questa terra, così duramente ferita dalla presenza della criminalità organizzata» e ai familiari delle vittime innocenti, ha sottolineato come «i mafiosi non conoscono pietà né umanità, non hanno alcun senso dell'onore, non del coraggio. I loro sicari colpiscono, con viltà, persone inermi e disarmate…per questo motivo la lotta alla mafia riguarda tutti, nessuno può dire "non mi interessa", nessuno può chiamarsene fuori.»

Il Presidente della Repubblica ha poi rivolto un messaggio ai tanti giovani e alla collettività e ha invocato la partecipazione collettiva ad una battaglia che non può essere delegata solo allo Stato e ai suoi rappresentanti perché contrastare la mafia «è un compito che riguarda ciascuno di noi: nell'agire quotidiano, nei comportamenti personali, nella percezione del bene comune, nell'etica pubblica che riusciamo a esprimere.»

Locri (RC), il Presidente Mattarella e il prefetto di Bari