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Progetto CAPACI e confisca dei beni: convegno sulle "best practice" antimafia

25 Settembre 2015

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Ultimo aggiornamento:

Giovedì 1 Ottobre 2015, ore 11:43
Il coordinatore del Ccasgo Ordine e il direttore dell'Anbsc Postiglione al seminario organizzato dall'Ambasciata francese a Roma

È in corso a Roma, nella sede dell'ambasciata di Francia in Italia, a Palazzo Farnese, il convegno su 'L’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia tramite il riciclaggio dei proventi del traffico di stupefacenti'.

Esperienze a confronto su una serie di temi 'distribuiti' in due macroaree - lotta al traffico di stupefacenti stupefacenti e tracciabilità dei flussi finanziari illeciti; sistemi nazionali di sequestro e confisca dei beni mafiosi - nell'ambito delle quali il ministero dell'Interno ha sviluppato modelli di intervento e best practice oggetto di studio e confronto.

Sul tema della rilevazione dei flussi illeciti di denaro e dei compiti delle unità d’informazioni finanziarie è intervenuto ieri il coordinatore del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza sulle grandi opere (Ccasgo) Saverio Ordine, che illustrato l'esperienza di CAPACI (creazione di procedure automatizzate contro le infiltrazioni criminali negli appalti pubblici), progetto sperimentale per il monitoraggio finanziario contro i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici relativi alle 'grandi opere', quelle, cioè, che rientrano nel Programma delle infrastrutture strategiche predisposto e aggiornato dal Governo.

Il coordinatore Ccasgo ha sottolineato l'impatto che il progetto CAPACI - elaborato e proposto dal ministero dell'Interno alla Commissione europea e da questa co-finanziato - ha avuto sull'evoluzione della normativa per il monitoraggio finanziario antimafia sulle grandi opere, in particolare con l'articolo 36 del decreto legge n.90/2014, adottato proprio al termine dei due anni di sperimentazione del progetto (2012-2014).

CAPACI - applicato agli appalti per una variante ferroviaria nel comune di Reggio Calabria, per l'implemantazione della metropolitana di Milano in vista dell'Expo 2015 e per il Grande progetto Pompei sul recupero dell'area archeologica - ha risposto all'esigenza di 'tracciare' anche i flussi che possono sfuggire alle verifiche già previste nella fase contrattuale e poi esecutiva deegli appalti pubblici per grandi opere. Di qui la creazione di software informatici per il controllo delle transazioni, tra i quali un sistema di allertamento automatico basato su indicatori di 'pericolo' individuati in precedenza.

Il modello CAPACI, secondo Ordine, si è rivelato efficace nella prevenzione e nel contrasto alle infiltrazioni criminali nell'economia, tanto che grazie alla normativa del 2014, 'completata' dalle Linee guida Ccasgo e dalla delibera n.15/2015 del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), il monitoraggio antimafia sui flussi finanziari è stato 'messo a regime' ed esteso a tutte le grandi opere, recependo strumenti come la banca dati e il sistema di allertamento automatico.

La sfida attuale alla criminalità organizzata e alle sue infiltrazioni nel tessuto economico passa, ha concluso il prefetto, per l'aggressione ai patrimoni e la tutela dell'economia legale attraverso strumenti sempre più evoluti, come CAPACI, il tutto sullo sfondo della cooperazione internazionale, che deve sempre più rafforzarsi.  

La seconda giornata del seminario, che si conclude oggi, è dedicata a un altro 'tema' nevralgico di contrasto alla criminalità, il sequestro e la confisca dei beni mafiosi, sul quale interviene il direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata Umberto Postiglione.