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Ricostruzione post-terremoto: pronta una rete di sicurezza contro i rischi di infiltrazione criminale

28 Dicembre 2016

Ultimo aggiornamento:

Martedì 10 Gennaio 2017, ore 10:19
«Seguirò personalmente l’attività che impegna il ministero dell’Interno. Non faremo ingrassare mafiosi e corrotti», ha assicurato il ministro Minniti

servizio di Sonia Seghetta

È «senza precedenti» la rete di sicurezza preparata per prevenire infiltrazioni criminali nei lavori di ricostruzione nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto. Un sistema senz’altro «molto impegnativo» che partirà subito, senza fasi di prova, per garantire che «il più grande e straordinario intervento pubblico» si realizzi con trasparenza e rigore per «rispondere ai bisogni delle popolazioni che stanno già pagando un prezzo altissimo».

Il ministro Marco Minniti ha sottolineato così l’importanza dell’accordo per il contrasto alla corruzione siglato questa mattina al Viminale tra il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani, il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone e il delegato dell'Agenzia nazionale per l'attuazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa (Invitalia) Matteo Campana.
«La ricostruzione – ha dichiarato - è la priorità delle priorità dell'attività di governo, io la definisco un obiettivo per l'Italia tutta, perché credo sia il desiderio di tutti gli italiani non mollare fino a quando non avremo ricostruito una parte così bella del nostro Paese. Vogliamo fare presto e bene». L’obiettivo del ministro, dunque, è quello di assicurare che «i soldi stanziati vadano alla ricostruzione e non per ingrassare mafie e corrotti».

Saranno individuati «con maggior precisione», infatti, i controlli preventivi sugli appalti, ha illustrato il presidente dell’Anac Cantone. Il modello approntato, che coinvolge anche Invitalia per la parte più strettamente tecnologica e la centralizzazione delle informazioni sulle imprese, riporta su più larga scala le esperienze positive di Expo 2015 e di Bagnoli. I controlli, «fatti bene e veloci», ha dichiarato Cantone, «non fanno perdere tempo», ma garantiscono un’attività più efficace e più in profondità.

Anche se l’impianto predisposto è il più avanzato del Paese, i rischi di illegalità restano, ha precisato il commissario Errani. Tuttavia, il messaggio lanciato in conferenza stampa dal commissario è stato molto chiaro: «Saremo fermissimi su tutto ciò che emergerà. Avremo strumenti per perseguire reati in modo esemplare». A gennaio, ha poi annunciato, si partirà con il primo stralcio delle opere pubbliche per la messa in sicurezza e la ricostruzione delle scuole. «Sono certo – ha detto – che darà risultati positivi».

La presentazione del protocollo, inoltre, è stata l’occasione per sottolineare l’evoluzione del modello delle white list antimafia che ha subito «importanti ed incisive variazioni». Il prefetto Francesco Paolo Tronca, capo della "Struttura di missione" per l'iscrizione delle imprese nell’"Anagrafe antimafia degli esecutori", ha assicurato «maglie strette» nei controlli preventivi antimafia per mezzo di raccolte e incroci di informazioni che consentiranno veloci procedure di iscrizione nell’Anagrafe e analisi antimafia particolarmente approfondite.

Il ministro Minniti ha ricordato, infine, le risorse ancora oggi impegnate nel post-terremoto:

  • 835 vigili del fuoco con 457 automezzi;
  • 393 unità di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di finanza, di rinforzo per servizi di vigilanza, ordine e sicurezza pubblica;
  • 90 operatori della Polizia stradale con circa 45 pattuglie;
  • 560 militari delle Forze Armate.

Erano presenti alla firma del protocollo d’intesa, tra gli altri, il capo di Gabinetto Luciana Lamorgese, il capo dipartimento della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli e il capo dipartimento delle Libertà civili e l'Immigrazione Mario Morcone.

Il protocollo d’intesa e il ministero dell’Interno nella rete di sicurezza

​Il protocollo siglato oggi dà attuazione all'articolo 32 del decreto legge n. 189 del 2016 in materia di ricostruzione che demanda all'Anac, secondo il modello già utilizzato per Expo 2015, la vigilanza sulle procedure per la riparazione e la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali. L’accordo individua gli atti da sottoporre a verifica e le modalità di svolgimento dei controlli sulle imprese, nonché le clausole da inserire nella documentazione di gara e contrattuale di ciascun affidamento allo scopo di prevenire interferenze illecite di tipo corruttivo negli interventi pubblici.
Una “Struttura di missione”, con a capo il prefetto Francesco Paolo Tronca, si occupa di rafforzare i controlli antimafia, in stretto raccordo con le prefetture comprese nel “cratere” sismico. A seguito degli accertamenti, risultati privi di ingerenze criminali, provvede all’iscrizione dell’impresa nell’”Anagrafe antimafia degli esecutori”, contenente l’elenco delle imprese autorizzate a prendere parte ai lavori. Le imprese che hanno già ottenuto l’inserimento nelle white list, di cui alla legge 190/2012, sono automaticamente inserite nella banca dati, purché l’iscrizione non sia anteriore a tre mesi dall’entrata in vigore della normativa.
Altri due organismi danno supporto alla Struttura di missione:

  • una Sezione specializzata del Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere;
  • un Gruppo interforze centrale per l’emergenza e la ricostruzione nell’Italia centrale (GICERIC) presso il dipartimento della Pubblica Sicurezza.