Ministero dell'Interno

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Salvini ai colleghi Ue: asilo solo a chi scappa dalle guerre

12 Luglio 2018

Ultimo aggiornamento:

Mercoledì 18 Luglio 2018, ore 19:51
Ad Innsbruck il ministro dell'Interno sottolinea anche il problema delle mancate riammissioni e del ruolo non chiaro delle Ong

Il problema italiano è problema europeo. Lo ha ribadito Matteo Salvini oggi intervenendo alla riunione informale dei ministri dell'Interno europei in corso a Innsbruck.

E la situazione sbarchi è quanto mai attuale. «E' giusto ragionare su quello che accadrà tra qualche mese - ha commentato il ministro - ma in Italia stanno arrivando altri due barconi con centinaia di migranti. Il mio problema è oggi, non tra qualche mese».

Inoltre, una delle priorità segnalate dal ministro dell'Interno è quella delle riammissioni. «Nel giugno 2016 c'è stata un'iniziativa di Mogherini in Nigeria e in altri quattro Paesi (Niger, Mali, Senegal, Etiopia) per accordi di riammissione. A distanza di due anni da questa iniziativa non ho traccia di risultati concreti. Negli ultimi anni - ha spiegato il titolare del Viminale ai colleghi dell'Ue - sono arrivati dalla Nigeria 60 mila migranti, nella stragrande maggioranza dei casi non profughi, e siamo riusciti a espellerne intorno ai 700. Quindi voi capite che l'Italia ha un pregresso di immigrati clandestini di 500 mila, e se non riusciamo a espellerne più di 10 mila l'anno, ci mettiamo 50 anni a recuperare gli anni passati».

Salvini ha ricordato ai colleghi europei, inoltre, che nostri uomini sono in Libia per aiutare nell'addestramento la guardia costiera libica anche con 12 motovedette donate. Si deve rispettare però l'impegno dei libici e che i loro porti sono sicuri. Per questo, non possiamo parlare di respingimenti.

Sulla questione Ong. «Chiedo un intervento europeo, ha detto Salvini, come diceva il collega maltese. Spesso è provato che abbiano interessi non solo solidaristici ma economici dietro il loro operato. Queste sono cose che non può fare l'Italia da sola o Malta da sola, ma deve farlo l'Unione europea».

E, poi, asilo a chi ne ha diritto. «Noi dobbiamo dare chiaro segnale che chi scappa dalla guerra, donne e bambini devono essere messi in condizione di essere accolti, identificati e di arrivare in Italia e in Europa in aereo, non in gommone. Per tutti gli altri non ci deve essere nessuna possibilità di chiedere asilo politico in Europa».