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Salvini su problema immigrazione: «Investire nei Paesi di provenienza»

14 Settembre 2018

Ultimo aggiornamento:

Martedì 25 Settembre 2018, ore 13:43
Riunione informale a Vienna dei ministri dell'Interno europei

«L'Africa può essere una grande opportunità, non solo un problema, se si passa dalle parole ai fatti». E' chiaro l'invito del ministro dell'Interno Salvini rilanciato, oggi, nel corso della conferenza stampa a Vienna al termine della "Conferenza sulla sicurezza e la migrazione - Promuovere il partenariato e la resilienza" tra i ministri dell'Interno europei.

Ed in questo senso, prosegue il ministro, «L'Italia ha provveduto direttamente alla fornitura di motovedette, uomini, addestratori perché se avessimo aspettato staremmo ancora all'anno zero. Occorrono soldi, progetti ed investimenti».

Sul problema migrazione e sbarchi Salvini ricorda che «tra questa notte e questa mattina sono arrivati in Italia circa 200 immigrati provenienti dalla Tunisia e sono transitati per ore in acque maltesi. Tra mail e telefonate, abbiamo contattato almeno una decina di volte le autorità maltesi. Risposte zero». «E' bello - prosegue - sentire parlare di solidarietà, responsabilità, condivisione ma, alla prova dei fatti, stiamo ancora aspettando. Ringrazio alcuni paesi terzi (con riferimento al collega albanese) che si sono dimostrati più rapidi ed efficaci nelle richieste di aiuto italiane, negli ultimi mesi, rispetto ad altri paesi europei».

Il ministro ha, poi, presentato delle proposte. «Ogni nuovo accordo commerciale fatto con paesi terzi deve, obbligatoriamente, prevedere clausole di rimpatri volontari e accettazione degli immigrati in partenza». Inoltre, «occorre conoscere porti sicuri e Paesi sicuri per evitare un proliferare di domande di asilo senza nessuna motivazione». Su quest'ultimo punto il ministro ha tenuto a precisare come «i dati italiani dicono che, nelle ultime settimane, solo tre domande su dieci vengono accolte, vale a dire che sette domande su dieci vengono respinte dalle commissioni prefettizie». Tutte queste domande, precisa, «hanno dei ricorsi palesemente infondati, per guadagnare tempo, a carico e a spese dei contribuenti italiani ed europei».

«Intendo lavorare per risolvere i problemi e ridurre il numero dei morti. I trafficanti di esseri umani reinvestono i loro proventi in droga e armi. Quest'anno in Italia, grazie alle nostre politiche, gli sbarchi si sono ridotti: dai 100 mila dell'anno scorso ai 20 mila di quest'anno».

Tra i dati si legge ancora che tra le prime nazionalità delle domande di asilo esaminate quest'anno in Italia ci sono: Nigeria, Pakistan e Bangladesh. Poi, a seguire: Senegal, Mali, Ucraina e Gambia. «Non si parla, quindi, solo di Africa - afferma Salvini - ma anche di problemi asiatici».

«Il governo italiano», conclude il ministro ringraziando il commissario Avramopoulos per quanto fatto fino ad ora «sta già lavorando per avere accordi di sviluppo e crescita con i Paesi di provenienza di questi ragazzi».

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