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Il sistema di accoglienza oggi: un rapporto qualificato e aggiornato su aspetti, procedure e problemi

21 Ottobre 2015

Ultimo aggiornamento:

Giovedì 4 Febbraio 2016, ore 15:33
Illustrato alla presenza del sottosegretario all’Interno Manzione e del capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione Morcone

Servizio di Sonia Seghetta

Dieci persone, con esperienze diverse, ma competenti a vario titolo in tema immigrazione, hanno lavorato alla realizzazione del “Rapporto sull’accoglienza di migranti e rifugiati in Italia. Aspetti, procedure, problemi”.

L’analisi è stata illustrata oggi, presso la sala conferenze del Viminale, dal prefetto Rosetta Scotto Lavina e dal professor Antonio Golini. Sono intervenuti il capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione prefetto Mario Morcone e il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione che ha concluso il convegno. Presenti il capo di Gabinetto Luciana Lamorgese e il capo dipartimento di Pubblica Sicurezza Alessandro Pansa.

Il sottosegretario Manzione, sostenitore del progetto, ha inteso così valutare le risposte che il sistema di accoglienza in Italia è in grado di fornire. Una «policy evaluation», insomma, messa a punto da esperti che hanno potuto lavorare dall’interno ottenendo un’istantanea aggiornatissima della situazione. «Abbiamo collaborato – ha assicurato il professor Golini che ha coordinato il gruppo di lavoro – in totale libertà di pensiero e di scrittura, senza alcun condizionamento né tecnico, né politico». 
Il sistema di accoglienza in Italia, ha osservato Manzione, «è cresciuto negli ultimi due anni e ha funzionato. I posti a disposizione dei migranti sono aumentati, passando da 10-15 mila a 100 mila. Ora si tratta di mettere tutto a regime, in collaborazione con i territori».

Il prefetto Morcone ha sottolineato nel suo intervento come sia cambiata la filosofia in tema di accoglienza: «Il futuro - ha detto - è l’accoglienza diffusa, da condividere sul territorio, è finito il tempo dei grandi centri». «Chiediamo ai sindaci – ha proseguito – di riscoprire il loro ruolo di protagonismo», per arrivare a riequilibrare la distribuzione dei migranti su tutto il territorio nazionale. All’accusa dei tempi troppo lunghi per la definizione delle richieste di asilo, Morcone ha risposto che ogni storia va ascoltata con attenzione per garantire i diritti di protezione a tutte le persone interessate.

Il rapporto è stato illustrato dal prefetto Scotto Lavina che ha precisato come il documento non voglia proporre soluzioni risolutive, ma approfondimenti sul sistema italiano di accoglienza con l’obiettivo di verificare la presenza di risposte adeguate per un fenomeno che appare molto flessibile. L’analisi è stata effettuata: basando il lavoro su dati affidabili, lasciando emergere le best practice da replicare e fornendo risposte alle criticità rilevate.

Ecco alcune informazioni emerse con il rapporto:

  • sono 100.000 le persone ospitate nelle strutture (dato aggiornato al 10 ottobre 2015);
  • il 70% si trova nelle strutture temporanee;
  • l’Italia è il terzo Paese per numero di richiedenti asilo, dopo la Germania e la Svezia;
  • la presenza delle donne è estremamente ridotta rispetto alla media europea;
  • i primi tre Paesi di provenienza dei richiedenti asilo in Italia sono Nigeria, Mali e Gambia;
  • i minori sbarcati sulle nostre coste nel 2014 sono stati 26.112, di cui 13.000 non accompagnati;
  • nel 2015 i minori non accompagnati sono cresciuti del 73%;
  • nella gestione ordinaria dell’accoglienza si registra una drastica riduzione dei costi, pari al 70%.