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Storia, lavoro e impegno dei Reparti mobili

16 Aprile 2018

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Ultimo aggiornamento:

Martedì 11 Dicembre 2018, ore 13:58
Il ministro Minniti al convegno a Roma sulla gestione dell'ordine pubblico. Dal 18 aprile, dieci donne nel corpo speciale delle Polizia

«La lettura, il controllo, la gestione della piazza è una delle cose più difficili per chi è impegnato nelle Forze di polizia perché richiede intelligenza, sensibilità, misura nell'uso della forza e passione». Si tratta di un lavoro incessante, svolto su tutto il Territorio nazionale, che serve a garantire i diritti dei cittadini quali che siano pensieri o posizioni. Sono parole di riconoscenza quelle pronunciate, oggi, dal ministro dell'Interno Marco Minniti nel corso del convegno "Il contributo dei Reparti mobili della polizia di Stato nella gestione dell'ordine pubblico", organizzato a Roma presso la Sala Palatucci del Polo Tuscolano.

«Non c'è nulla di più difficile che andare in una piazza - ha proseguito il responsabile del Viminale - e dover gestire situazioni complicatissime, magari di persone oggettivamente esasperate per il mancato rispetto dei diritti. Se tutte le cose vanno bene, vengono rapidamente dimenticate, se qualcuno commette un errore, si torna continuamente su quell'errore». «L'anno scorso - ha concluso il ministro - ci sono state oltre undicimila manifestazioni, una media di trenta al giorno. Sono numeri impressionanti. Garantire trenta manifestazioni ogni giorno in Italia, dare la possibilità a ciascuno di esprimere il proprio punto di vista, rappresenta un elemento vitale di ogni democrazia».

E, dal 18 aprile prossimo, dieci donne faranno parte di sei dei quindici Reparti mobili che operano su tutto il territorio nazionale. Ad annunciarlo, nel suo intervento al convegno, il capo della Polizia Franco Gabrielli. Si è «infranto un tabù» in un terreno complicato ed impegnativo come quello dell'ordine pubblico delle piazze. Gabrielli ha spiegato come l'inserimento delle donne nei Reparti mobili diverrà, di fatto, strutturale «sostituendo l'avverbio 'prevalentemente' che fino da ora è stato usato in questi casi». Saranno donne con caratteristiche fisiche adeguate a questo difficile compito, inserite nei reparti con intelligenza e progressività. Un passo, ha spiegato il capo della Polizia, voluto per rendere ancora più veloce «l'ammodernamento anche dei Reparti mobili nel nostro Paese».

Al convegno, moderato ed introdotto dal giornalista del quotidiano La Stampa Marcello Sorgi, sono intervenuti: il direttore del Servizio Reparti Speciali Benedetto Sanna, il direttore dell’Ufficio ordine pubblico Massimo Zanni, il Segretario Generale Censis Giorgio De Rita. Tutti i relatori hanno approfondito le varie tappe che hanno contribuito all’evoluzione dei quindici Reparti mobili specializzati nella tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in Italia. Sono state ripercorse, anche con la proiezione di un filmato, le più recenti e complesse manifestazioni di piazza svoltesi in Italia, le modalità di impiego e gli strumenti a disposizione dei Reparti mobili.

Ampio spazio all'importanza della formazione e addestramento dei poliziotti che appartengono a questo settore, sull’utilizzo dei mezzi speciali, degli strumenti tecnologici e sui criteri d’impiego, nonché sui numeri che hanno contraddistinto l’anno appena trascorso.

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