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Una Struttura di missione per il terremoto rileva il Di.Coma.C dal 7 aprile

5 Aprile 2017

Ultimo aggiornamento:

Lunedì 10 Aprile 2017, ore 14:49
Ordinanza del capo dipartimento della Protezione Civile per favorire il subentro delle regioni

Il 7 aprile, dopo 223 giorni dalla sua istituzione, la Direzione comando e controllo (Di.Coma.C), cioè il sistema di governance dell’emergenza per il terremoto del 24 agosto, terminerà le proprie attività. Lo ha disposto un’ordinanza firmata ieri, d’intesa con i presidenti delle quattro regioni colpite e con il Commissario straordinario alla ricostruzione Vasco Errani, dal capo dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, «per favorire e regolare il subentro, senza soluzione di continuità, delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria».

A più di sette mesi dal terremoto si procede quindi a una rimodulazione dell’articolazione operativa della struttura che, nella prima fase emergenziale, ha assicurato il coordinamento delle componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile e la gestione unitaria dell’emergenza, per meglio rispondere alle nuove esigenze e al generale contesto in evoluzione. La rimodulazione prevede che il dipartimento della Protezione Civile prosegua comunque, fino alla scadenza dello stato di emergenza prevista il prossimo 19 agosto, nel coordinamento di alcune delle attività in corso. Tra queste, lo svolgimento delle verifiche di agibilità post-sismica degli edifici, il monitoraggio degli appalti per l’allestimento delle strutture abitative d’emergenza (Sae), il coordinamento del volontariato di protezione civile,  degli interventi del primo stralcio del ripristino e messa in sicurezza della rete stradale, oltre alla gestione delle risorse finanziarie stanziate dal Consiglio dei ministri e di quelle che verranno destinate con l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea.

Il Di.Coma.C verrà sostituito da una Struttura di missione composta da personale del dipartimento che opererà – prevalentemente da Roma, ma anche da Rieti o sul territorio colpito, secondo necessità – per garantire la continuità amministrativa e il raccordo con le componenti e strutture operative a supporto dei sistemi regionali di protezione civile.