Ministero dell'Interno

Ministero dell’Interno

Tu sei qui

Testimonianze di coraggio: Gaetano Giordano, punito per aver denunciato il pizzo

10 Novembre 2017

Ultimo aggiornamento:

Giovedì 16 Novembre 2017, ore 10:54
Le denunce del commerciante di Gela condussero all'arresto di un gruppo di estorsori. Conosceva i rischi a cui andò incontro: il 10 novembre 1992 fu colpito a morte

Il 10 novembre del 1992 Gaetano Giordano, un commerciante della città di Gela, in provincia di Caltanissetta, aveva appena chiuso la sua profumeria per rientrare a casa insieme al figlio. Giunto nei pressi dell’abitazione, sceso dall'auto per rendere più agevole il parcheggio, fu raggiunto da due killer appostati a bordo di una vespa bianca che, esplodendo numerosi colpi di pistola, lo colpirono a morte. Aveva 55 anni.

Giordano fu "punito" per la sua decisione di opporsi al pagamento del pizzo, e non piegarsi al ricatto dei mafiosi. La sua uccisione doveva essere un monito per tutti i negozianti e gli imprenditori che si rifiutavano di pagare. La decisione di uccidere proprio lui avvenne, come emerse successivamente da dichiarazioni di collaboratori di giustizia, con una estrazione a sorte tra le papabili vittime: altri 3-4 commercianti che come lui avevano denunciato.

L'imprenditore, infatti, aveva denunciato tre mafiosi del clan Iannì-Cavallo, capeggiati da Paolello Orazio, che diverrà mandante insieme a Di Giacomo del suo omicidio. I Carabinieri di Gela avevano fatto scattare le manette per uno del gruppetto, Carmelo Ivano Rapisarda. Da quel momento Giordano non aveva più versato denaro agli esattori e aveva ricevuto innumerevoli minacce e danni al negozio per 200 milioni.

Giordano conosceva bene la storia di Libero Grassi e sapeva come era andata a finire. Ma tutto ciò non gli importava: voleva difendere la libertà d’impresa e con essa la storia imprenditoriale della sua città. 

I mandanti dell’omicidio sono stati assicurati alla giustizia e condannati all’ergastolo dalla Corte di Assise di Caltanissetta nel 1996.
Lo Stato ha onorato il sacrificio di Giordano con il riconoscimento concesso dal Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso di cui alla legge n. 512/99 a  favore dei suoi familiari, costituitisi parte civile nel processo.