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Testimonianze di coraggio, la strage della circonvallazione: tre carabinieri per la tutela di un boss

16 Giugno 2018

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 22 Giugno 2018, ore 18:45
Caddero il 16 giugno 1982 a Palermo in un agguato diretto a Alfio Ferlito, il boss a cui facevano la scorta durante un trasferimento carcerario

L'attentato conosciuto come la strage della circonvallazione è il sanguinoso agguato mafioso che si svolse a Palermo il 16 giugno 1982 in viale della Regione Siciliana all'altezza del civico 9201, in direzione di Trapani, a 500 metri prima dello svincolo per Sferracavallo.

Vittima designata era il boss catanese Alfio Ferlito, che doveva essere trasferito da Enna al carcere di Trapani. Insieme a lui morirono nell'agguato i tre carabinieri della scorta: Luigi Di Barca​, Salvatore Raiti e Silvano Franzolin, tutti in servizio presso il Comando Stazione di Enna ed anche il ventisettenne Giuseppe Di Lavore, autista della ditta privata che aveva in appalto il trasporto dei detenuti, il quale aveva sostituito il padre. 

Il mandante di questa strage fu Nitto Santapaola, che da anni combatteva contro Ferlito una guerra per il predominio sul territorio etneo e che fu aiutato dai «corleonesi» di Totò Riina.

Un commando di sicari armati di kalashnikov, spararono centinaia di colpi per uccidere Alfio Ferlito, che era a bordo di una Mercedes, massacrando anche tutti i componenti del convoglio. Solo dopo vent' anni dall’eccidio, e grazie alle dichiarazioni di alcuni pentiti che parteciparono alla strage si conobbero gli esecutori materiali: Francesco Paolo Anzelmo, Calogero Ganci, Salvatore Cucuzza, tutti e tre poi pentiti, e i boss Antonino Madonia, Antonino Lucchese e Giuseppe Greco "Scarpuzzedda", ucciso alcuni anni dopo.  

Toccò al generale Carlo Alberto dalla Chiesa, diventato prefetto di Palermo da soli due mesi, prima di essere a sua volta assassinato in un altro vile attentato, rendere omaggio ai suoi carabinieri uccisi.
Quella strage voleva dimostrare la forza di Cosa Nostra che poteva agire impunemente, godendo di appoggi e di preziose informazioni provenienti da talpe annidate in ogni posto, senza  alcun timore di coinvolgere nella tracotante azione stragista, anche le forze dell'ordine.

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