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Un tunisino e due marocchini espulsi per motivi di sicurezza dello Stato

20 Novembre 2017

Temi:

Ultimo aggiornamento:

Mercoledì 22 Novembre 2017, ore 20:06
Con questi ultimi sono stati 96 i provvedimenti adottati nel 2017, 228 dal 1° gennaio 2015

Due cittadini marocchini e un tunisino sono stati espulsi ieri dal territorio nazionale per motivi di sicurezza dello Stato. Con questi ultimi provvedimenti, sono 96 le espulsioni eseguite con accompagnamento nel proprio Paese nel corso del 2017, e 228 quelle eseguite dal 1° gennaio 2015 ad oggi, riguardanti soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso.
 
Si tratta di un tunisino 31enne, più volte arrestato per reati in materia di stupefacenti e recentemente sospettato di essersi recato nel 2013 in Siria dove avrebbe combattuto come foreign fighter. Il 23 agosto lo straniero è stato rintracciato a Perugia dopo un periodo trascorso in patria. L’analisi dei contenuti memorizzati nel suo cellulare ha consentito di rilevare la presenza di un file audio contenente la predica di un religioso egiziano che, tra l’altro, incitava al jihad armato contro gli ebrei e l’Occidente.
Per questi motivi è stato trattenuto presso il Centro per rimpatri di Torino e rimpatriato dalla frontiera marittima di Genova, con accompagnamento nel proprio Paese di provenienza.
 
L’altro espulso è un 25enne marocchino, monitorato dalle Forze di Polizia perché il suo profilo facebook è risultato in contatto con alcuni foreign fighters marocchini presenti in Siria e attivi nella stessa unità operativa del Daesh dove combatte l’estremista “milanese” Monsef El Mkhayar. Dai contenuti immessi sui social è inoltre emersa la sua vicinanza alla causa jihadista.
Il cittadino marocchino, rintracciato in agosto a Torino e trattenuto presso il locale Centro per rimpatri, è stato espulso con accompagnamento nel proprio Paese, con un volo decollato dall’aeroporto di Milano-Malpensa.
 
È stato espulso anche un 26enne marocchino perché il suo profilo facebook "Ab do Torino" era risultato in contatto con alcuni foreign fighters marocchini presenti in Siria e attivi nella stessa unità operativa del Daesh dove combatte l’estremista “milanese” Monsef El Mkhayar. L’esame del profilo facebook del marocchino, appartenente al medesimo circuito relazionale del suo connazionale insieme al quale è stato espulso, ne ha poi denotato la sua vicinanza alla causa jihadista. 
Il marocchino, rintracciato nel settembre scorso a Bolzano e trattenuto presso il Centro per rimpatri di Torino, è stato espulso, con accompagnamento nel proprio Paese, con volo decollato dall’aeroporto di Milano-Malpensa.