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Viminale, Minniti presiede il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica

15 Agosto 2017

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Ultimo aggiornamento:

Giovedì 15 Febbraio 2018, ore 15:34
Presentati i dati nel tradizionale vertice di Ferragosto. Focus su immigrazione

servizio di Michele Ciervo

«Abbiamo esaminato la situazione dell'ordine pubblico, l’Italia è in una condizione tranquilla: nei primi sette mesi del 2017 il quadro è quello di un Paese accogliente, con livelli buoni di sicurezza. Ci sono tutte le condizioni per proseguire nell'approccio positivo avuto fino ad oggi». E’ iniziata con questo messaggio la conferenza stampa del ministro dell’Interno Marco Minniti che si è svolta al Viminale dopo il tradizionale Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Ferragosto. Presenti i vertici delle Forze dell’ordine, dei servizi di Intelligence, il vice ministro Filippo Bubbico  ed il capo di Gabinetto Mario Morcone.

Sicurezza

L'andamento dei dati sul tema è «chiarissimo», ha dichiarato Minniti, «i delitti sono diminuiti del 12%, gli omicidi del 15%, quelli riconducibili alla criminalità organizzata del 41%. In flessione anche rapine e furti». Ma queste sono statistiche, ha precisato il ministro, e noi dobbiamo fare di più perchè, «il nostro compito è avvicinare questi numeri al sentimento dell’opinione pubblica e perché le politiche di sicurezza si misurano soprattutto con il sentimento percepito dai cittadini».
Eventi importanti, come il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma ed il G7, si sono conclusi in assoluta sicurezza, ha proseguito il titolare del Viminale, e coloro che volevano manifestare il proprio consenso ed il proprio dissenso lo hanno fatto in un quadro in cui «l'unico elemento inaccettabile era la violenza: gli appuntamenti hanno rispettato questi due principi e sono orgoglioso di non aver vietato le manifestazioni richieste». Minniti ha poi annunciato che un G7 dei ministri dell'Interno - non previsto - si svolgerà  probabilmente nel prossimo mese di ottobre e sarà il come passaggio del testimone tra Italia e Canada.
Minniti ha anche annunciato di aver firmato una direttiva per il coordinamento delle specialità e della presenza sul territorio di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza. «L'ultima direttiva completa era quella di Napolitano del '98, poi un'altra di Pisanu otto anni più tardi, ha ricordato Minniti, e proseguiamo in un quadro di assoluta complementarietà tra le Forze di polizia che hanno imparato a lavorare assieme. Evitando ogni ridondanza e ogni sovrapposizione si garantisce il massimo dell'efficienza e si espande la capacità di iniziativa dello Stato».

Lotta al terrorismo

Il quadro della minaccia «rimane alto, ma non imminente», ha sottolineato il ministro dell’Interno. «Nei primi mesi sono state 67 le espulsioni – e parlo di rimpatri effettivamente fatti - nel Paese di provenienza, con un +81% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno».  Trend positivo dovuto ad un complesso di attività, in particolare, grazie a quella messa in campo dal Comitato di analisi strategica antiterrorismo - struttura unica in Europa – che tiene insieme le Forze di polizia e dell'Intelligence». Lo scambio di informazioni in tempo reale, ha aggiunto Minniti, «è fondamentale, e può dare risultati straordinari. Il sistema di sicurezza nazionale, si è inoltre integrato positivamente con le Forze armate».

Contrasto alla violenza di genere

Il ministro dell’Interno ha precisato che gli omicidi di donne hanno fatto registrare una diminuzione che ancora però non è soddisfacente, «non c'è nulla di più terribile e inaccettabile della violenza di genere. Sarò soddisfatto quando avremo cancellato questo tipo di reato».

Incendi boschivi

L'Italia ha affrontato una situazione difficile: da inizio anno c'è stato un più 70% di incendi, con oltre 1000 interventi al giorno messi in campo da Protezione civile, Vigili del fuoco e Arma dei Carabinieri. Il vero obiettivo è rafforzare le iniziative di prevenzione principalmente verso gli incendi dolosi che in molti casi nascondono un vero e proprio disegno criminale. L’attività di prevenzione sarà attuata soprattutto grazie all’uso di nuove tecnologie in modo che, ha sottolineato il titolare del Viminale, «il territorio possa essere controllato minuto per minuto».

Flussi migratori

La migrazione è un fenomeno epocale, non congiunturale, ha sottolineato il ministro dell’Interno, che deve essere affrontato togliendo la parola “emergenza” e rispettando i diritti di chi accoglie e di chi è accolto.
L'obiettivo che ci siamo dati, ha precisato il ministro, «è governare i flussi migratori per rispettare due principi fondamentali: la sicurezza dei cittadini italiani e l’accoglienza dei migranti. Governare i flussi migratori è un tema cruciale per la nostra democrazia, “non governarli”  rappresenta una minaccia per l’Italia».
Sulla flessione degli arrivi di migranti registrati nel mese di luglio, Minniti è stato cauto e anche se il dato sembra confermarsi anche ad agosto, «è ancora presto per fare valutazioni di carattere strutturale e i dati vanno approcciati con cautela».
Dunque, salvataggi in mare - dove l'Italia non si ritira - e impegno umanitario in Libia sono i due capisaldi su cui si basa l'azione del Viminale. Il ministro Minniti ha infine annunciato che nelle prossime ore l'ambasciata italiana a Tripoli distribuirà materiale umanitario per la popolazione, «il traffico di essere umani in Libia è una delle poche cose che economicamente purtroppo funziona e costituisce reddito. Il nostro impegno è lavorare tutti insieme per costruire un’economia alternativa, ha aggiunto, per consentire alla buona moneta di scacciare quella cattiva».
Per quanto riguarda il tema delle Organizzazioni non governative (Ong) che si occupano del salvataggio dei migranti, al momento, sono 5 quelle che hanno sottoscritto il Codice di condotta proposto dal Viminale e due non hanno firmato. «Rispettiamo chi non ha firmato», ha concluso Minniti, «crediamo ci debba essere rapporto di fiducia tra il dispositivo di sicurezza e le Ong e pensiamo che questo rapporto debba andare avanti per il salvataggio di persone nel Mediterraneo centrale. Si pone, poi, la questione delle condizioni di vita, assillo mio personale e dell'Italia. Su questo abbiamo lavorato e messo in campo un'iniziativa su cui lavorare insieme al governo libico».

Tutti i numeri nel Dossier Viminale – Ferragosto 2017 (.pdf, 1,27MB)

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