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«Agiremo con rigore, bisogna evitare provocazioni»

2 Maggio 2017

Tema:

Intervista del prefetto di Milano Luciana Lamorgese al quotidiano Repubblica-Milano

di a.gall.

E adesso, per quella che definisce una «manifestazione clandestina», partiranno le denunce. È la prefetta Luciana Lamorgese ad annunciare la decisione: tutti coloro che al Campo 10 del cimitero Maggiore hanno alzato il braccio in un saluto romano collettivo e saranno identificati dalle forze dell'ordine saranno anche denunciati. Perché, dopo il blitz di sabato, la questura ha avviato indagini che, fanno sapere da via Fatebenefratelli, stanno proseguendo «con il massimo rigore». Tanto che un fascicolo verrà consegnato già domani al procuratore aggiunto Alberto Nobili. Lo stesso Beppe Sala ha chiesto sia un intervento da parte dell'autorità giudiziaria per «apologia di fascismo», sia una condanna esplicita da parte della politica: «Milano non merita offese come questa. Chiedo a tutte le forze presenti in Consiglio comunale una ferma condanna. Ora vedremo chi lo farà e chi no».

Dice che con il divieto del 25 Aprile avevano preso «una posizione netta e decisa». Ed è anche per questo che la prefetta Luciana Lamorgese non si aspettava quella parata nera al Campo 10 del cimitero Maggiore. Anche se la risposta delle istituzioni è arrivata. Con un obiettivo condiviso: «Difendere i principi della legalità». 

Non avevate segnali di quello che poi è accaduto al Musocco? 
«No, è stata una manifestazione clandestina, un'iniziativa che non era stata comunicata in alcun modo. Nessuno immaginava quello che sarebbe accaduto, anche perché sono arrivati alla spicciolata, entrando da due ingressi diversi. Ovviamente, le forze di polizia si sono subito recate sul posto e hanno recuperato immagini e filmati. Con il questore abbiamo deciso di visionare immediatamente i fotogrammi e di passare all'identificazione dei presenti. Non c'erano né stendardi né labari, ma per chi ha fatto il saluto romano e verrà riconosciuto si procederà alla denuncia. Così come avverrà per il mancato preavviso della manifestazione».

È quello che, a cominciare dal sindaco Sala, molti hanno chiesto. 
«Agiremo con grandissimo rigore. Occorre evitare in ogni modo queste provocazioni». 

La definisce una provocazione? Chi ha partecipato alla parata e rivendicato il gesto ha sfidato le istituzioni che l'avevano vietata il 25 Aprile. 
«Con il tempo bisogna arrivare a una pacificazione. Non è possibile che alcune ricorrenze determinino sempre tensioni. Dobbiamo ribadire che siamo per la legalità e che questi comportamenti non possono essere accettati perché non sono in linea con la Costituzione». 

Eppure per la Liberazione c'era un "no" preciso: quali sono i limiti dei divieti? Sono state invocate misure ancora più restrittive. 
«Noi vogliamo consentire a tutti di manifestare liberamente il proprio pensiero, ma nei limiti dei principi della Carta costituzionale. Non possiamo impedire a chi vuole entrare nel cimitero di farlo. Non lo abbiamo fatto neanche per il 25 Aprile. Anche questa è democrazia, che deve esistere per tutti, non solo per una parte. Quello che non è consentito e che non deve assolutamente avvenire è un comportamento fuori dalle regole. Non è accettabile fare una parata e non solo per il rispetto dovuto a un luogo di preghiera e ricordo».