Ministero dell'Interno

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Migranti, l'Europa faccia la sua parte

6 Luglio 2017
Intervento del ministro dell'Interno Marco Minniti al quotidiano Democratica

In questi anni, l'Italia ha dato prova straordinaria di accoglienza. È nel DNA del nostro Paese e, tuttavia, mi chiedo: si può separare la salvezza in mare dalla terra che accoglie? È difficile pensare che ci possa essere una missione internazionale di salvataggio, ma che poi l'accoglienza sia di un solo Paese. Mi è stato detto: questo potrebbe essere un pool factor. Credo che una parola così moderna non funzioni; occorre ritornare a qualcosa di più antico: l'etica della responsabilità. 

L'Europa che non comprende questo perde un pezzo importante di sé. Ho chiesto che venisse avviata una esplicita discussione, dato mandato al prefetto Pinto, capo del Dipartimento immigrazione e di pubblica sicurezza, di mandare una lettera a Frontex, per chiedere una discussione urgente sulle regole della missione Triton, affrontando il tema della regionalizzazione del soccorso in mare. Con pazienza ma con la convinzione delle nostre idee. Così come abbiamo fatto di fronte alle dichiarazioni del Ministro della difesa austriaco, di fronte all'idea di schierare le truppe al confine, abbiamo risposto che non c'era un'emergenza, che la cooperazione tra le forze di polizia austriache e italiane era ottima, che Italia ed Austria hanno un'amicizia e una cooperazione straordinarie. Poi ho letto le dichiarazioni del Cancelliere austriaco, possiamo così sintetizzarle: non c'è un'emergenza, c'è un'ottima cooperazione tra le forze di polizia italo-austriache, c'è un rapporto improntato ad amicizia e cooperazione tra i nostri due Paesi. Prendo atto. Con questo spirito andiamo al vertice di Tallinn. Abbiamo di fronte una vicenda epocale che, probabilmente, accompagnerà il mondo, non l'Italia, per i prossimi anni. Un grande Paese affronta questi temi con coraggio, non subisce, non insegue: governa. Ci vuole una visione organica, una strategia, un lavoro di costruzione. Ritengo del tutto infondata l'equazione tra terrorismo e immigrazione. E, tuttavia, se guardiamo a quello che è avvenuto in Europa, da Charlie Hebdo in poi, c'è invece un nesso abbastanza evidente, tra terrorismo e mancata integrazione. L'accoglienza ha un limite nella capacità di integrazione, un limite non valicabile. Su questo si gioca il presente e il futuro del nostro Paese.