Ministero dell'Interno

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«Più agenti e fondi anti-stese»

1 Ottobre 2018

Tema:

Intervista del ministro Salvini al quotidiano Il Mattino

di Gigi Di Fiore

Domani mattina sarà a Napoli, per partecipare alla riunione del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza fissato in Prefettura. Matteo Salvini torna nel capoluogo partenopeo da ministro dell'Interno. In agenda, una serie di emergenze: dalle stese, ai problemi di controllo del territorio in alcuni quartieri come il Vasto. In questa intervista al Mattino, il ministro Salvini anticipa i temi che saranno affrontati domani. 

Ministro Salvini, di cosa discuterà domani il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza? 
«All'ordine del giorno ci sono una serie di questioni che mi sono trovato ad affrontare anche in altre città, come Milano, Foggia e Reggio Calabria. Ma poi, ci sono anche alcune specificità tutte napoletane. Penso al fenomeno delle stese, o l'esplosione di problemi di convivenze difficili in quartieri ad alta presenza di immigrati come il Vasto, dove sono aumentati episodi di criminalità da allarme». 

Chi incontrerà domani? 
«Oltre ai rappresentanti delle istituzioni che fanno parte di diritto del comitato, ci saranno anche esponenti di alcune associazioni di quartiere, del Vasto come di altre zone, che hanno chiesto di esporci i loro problemi». 

Ha già qualche idea da proporre? 
«Per il Vasto, pensiamo ad una riduzione di presenze di immigrati, come ci è stato sollecitato. Contiamo di ridurne almeno 200, per arrivare a non più di 500 presenze. Ma l'obiettivo generale, da raggiungere entro la fine dell'anno, è per Napoli anche quello di aumentare il numero di agenti in città. In alcuni quartieri ad alta densità criminale, dovranno essere attuati sgomberi mirati di edifici occupati da tempo». 

Solo repressione, o pensa anche ad altri tipi di interventi? 
«Pensiamo ad un maggiore controllo del territorio con più telecamere, utilizzando lo stanziamento di 37 milioni del precedente governo da aumentare a 70-80 milioni. Ma poi, in alcuni quartieri particolari, pensiamo a progetti speciali che vadano oltre la repressione e il controllo. Interventi sociali, come progetti sulla dispersione scolastica, ad esempio». 

Come pensa si debba risolvere il problema delle stese? 
«Le stese non sono solo un problema di pubblica sicurezza. Sono anche l'effetto di difficoltà sociali, come la mancanza di lavoro, o l'elevata evasione scolastica. Temi su cui c'è bisogno di nuovi interventi. Ci sono, ad esempio, i finanziamenti sulle scuole sicure assicurato a più città, compresa Napoli. Dobbiamo dimostrare sempre di più che lo Stato lavora meglio della camorra e che lo Stato resta una certezza per il cittadino perbene». 

Guarda con attenzione alle associazioni di privati impegnate sul territorio? 
«Sì. Ci sono esempi virtuosi di chi opera nel sociale e fa anticamorra concreta, con l'impegno nelle realtà territoriali, anche a Napoli. Penso a Salvatore Striano, ad esempio, che conosco personalmente. Ecco, vogliamo appoggiare Striano e tutti quelli che, come lui, offrono alternative concrete e non a chiacchiere ai giovani in zone difficili». 

C'è chi sostiene che nella manovra del governo ci siano poche risorse per il sud. Non è un rischio per l'occupazione e quindi un regalo alle alternative illegali? 
«Spesso ci accusano invece di assegnare troppe risorse al sud. Penso che questa manovra sia espressione di grande equilibrio, raggiunto con il superamento della Fornero, o il reddito di cittadinanza. E una manovra che consentirà alle imprese di assumere più giovani e quindi di dare risposte sul lavoro nelle aree dove la criminalità si alimenta di bisogni e assenze di opportunità occupazionali». 

Gli investimenti e le opere pubbliche: il Movimento 5 Stelle ha manifestato riserve su alcuni progetti già avviati, come la Tay. Come si conciliano le posizioni della Lega con quelle dei vostri alleati di governo? 
«Il Movimento 5 Stelle ha espresso alcuni dubbi sull'utilità della Tav e di qualche altra opera. Nel contratto di governo abbiamo inserito la necessità di una verifica tecnica per alcune opere, senza però mettere in discussione la necessità di investimenti in Italia. Per questo, abbiamo sbloccato 15 miliardi per interventi di manutenzione nelle scuole, per la manutenzione stradale, per i porti». 

I porti? 
«Sì. In un Paese circondato dal mare è assurdo che un'opportunità di lavoro e ricchezza come i porti non abbia sempre ricevuto adeguato sostegno economico. Noi abbiamo invece pensato che assegnare risorse per investimenti nei porti sia determinante allo sviluppo del Paese». 

Non teme, sulla manovra annunciata, le risposte negative della Borsa e l'aumento dello spread? 
«Non temo gli speculatori, che ci sono sempre. Abbiamo pensato a una manovra che ha per obiettivo la crescita, che offrirà sicuramente nuove opportunità di lavoro ai giovani». 

La legge sulla legittima difesa, in discussione in Parlamento e voluta con forza dalla Lega. Non pensa che ci siano in giro troppe armi in Italia? 
«Il problema non è che ci sono troppe armi, ma troppe in mani sbagliate. Il nostro obiettivo, che contiamo di raggiungere con l'approvazione definitiva della legge entro la fine dell'anno, è garantire al cittadino che detiene regolarmente un'arma di potersi difendere da aggressioni violente in casa sua. Da chi, quello sì, si procura anni per delinquere. Da questa gente ci si deve poter difendere, senza rischiare di essere messi sotto processo». 

La Lega viene premiata dai sondaggi e al sud è in crescita, con continue richieste di adesioni. Non teme, in alcune regioni, infiltrazioni di personaggi legati alla criminalità organizzata? 
«Ho già querelato chi insinuava ci fossero contatti della Lega con la criminalità organizzata in alcune regioni meridionali. La Lega al sud ha problemi di espansione e non di fughe, come avviene invece per tutti gli altri partiti. Detto questo, stiamo molto attenti su chi vuole entrare nel nostro partito. Molti chiedono di entrare nella Lega, noi facciamo accurate selezioni e non accogliamo certo tutti. Escludiamo, ad esempio, chi ha cambiato troppe volte partito, o chi ha procedimenti giudiziari in corso. In Campania, abbiamo accolto tanti amministratori locali e molti altri chiedono di venire con noi. Il mio obiettivo è avvicinare alla politica quell'altissima percentuale, specie di giovani, che ne sono lontani per diffidenza e delusione». 

Il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha espresso idee molto dure sui rom e la gestione dell'immigrazione. Si è avvicinato alle convinzioni leghiste? 
«Sulle dichiarazioni di De Luca, ripeto che è un bene che anche nel Pd ci sia qualcuno che si sveglia sui rom e sugli immigrati. Meglio tardi che mai. Ma da questo a dire che De Luca possa un giorno venire nella Lega ce ne corre». 

È sempre rottura con il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che a distanza continua a criticare ogni sua scelta? 
«Ecco, De Magistris è invece uno che non si sveglia mai, che guarda e incoraggia le occupazioni dei centri sociali, che regolarizza le illegalità evidenti». 

Domani incontrerà De Magistris nella riunione del comitato in Prefettura. Cosa gli dirà? 
«Lavoro con tutti i sindaci d'Italia, naturalmente compreso De Magistris che ha un ruolo istituzionale. Certo, non dimentico che fu proprio De Magistris ad aizzare con certe sue dichiarazioni i centri sociali, in occasione del mio comizio a Napoli nel marzo dello scorso anno. Ma, ripeto, da ministro devo lavorare con tutti i sindaci anche se non ritengo che una città bella come Napoli meriti un sindaco che fa più chiacchiere che cose concrete». 

Crede che la sua circolare sugli sgomberi di edifici occupati abusivamente sia un aiuto per i sindaci? 
«Ho firmato una circolare che mette i sindaci in condizione di attuare gli sgomberi degli edifici occupati abusivamente. Concede maggiore libertà di intervento, ma è sempre necessaria la concreta volontà dei sindaci per attuarla. Se c'è chi non lo fa, non posso costringerlo. Molte città hanno questo problema in comune e, a Milano come a Roma, credo si apprestino ad applicare la circolare con successo. Non mi aspetto, invece, grandi applicazioni da De Magistris». 

Pensa che l'immigrazione sia sempre una priorità per gli interventi del suo ministero? 
«Il calo di sbarchi da 100mila a 20mila ha ridotto molti problemi nella gestione interna dell'immigrazione. Ma l'attenzione resta e con l'Anac stiamo studiando la strada per tagliare i costi dell'immigrazione». 

Pensa che l'Anac sia struttura efficace? 
«Credo che il codice nazionale degli appalti sia da rivedere. Complicare le procedure le allunga e apre la strada a più facili corruzioni. Bisogna cercare soluzioni». 

L'Agenzia per i beni confiscati può finalmente svolgere una funzione reale nella lotta alle mafie? 
«Nel decreto sicurezza abbiamo inserito riforme per un forte rilancio dell'Agenzia per la gestione beni confiscati, che sono convinto sia uno strumento utile di lotta contro la camorra come contro tutte le altre mafie». 

Che commenta sulle dichiarazioni del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, di fiducia nei confronti della politica della Lega? 
«Abbiamo sempre ascoltato il mondo delle imprese. Nella manovra, abbiamo ridotto la tassazione alle piccole imprese e contiamo di ridurla gradualmente per tutti. La riforma della Fornero aiuterà le aziende. Sono contento che ci sia stato un riconoscimento ufficiale al nostro lavoro dal presidente di Confindustria». 

Cosa dice sull'esultanza dal balcone di palazzo Chigi dei ministri 5 Stelle la sera dell'accordo sulla manovra?
«Io ero a casa a dormire. Sono scaramantico, penso che il cammino per l'approvazione della manovra sia difficile e pieno di ostacoli. Preferisco esultare a risultato raggiunto che, fino al novantesimo, è sempre in dubbio, come dimostrano alcune sfortunate partite del Milan. Certo, dopo 5 anni di battaglie, poter modificare la Fornero lo considero un successo».

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