Ministero dell'Interno

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«Vibo vedrà il potenziamento delle forze dell'ordine»

7 Agosto 2018
Intervista del sottosegretario Sibilia a Il Quotidiano del Sud

di Francesco Tripaldi

VIBO VALENTIA - Una lunga giornata, quella che il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia ha trascorso ieri nel Vibonese, recandosi prima a Limbadi, poi a Zungri e infine nel capoluogo di provincia. Nella prima località vi è giunto alle 15 circa intrattenendosi, al Comune, con i vertici dell'Arma e due dei componenti della terna commissariale che regge l'ente, ovvero il viceprefetto Emma Caprino e il dottor Francesco Battaglia. Lo abbiamo sentito appena dopo la riunione, conclusasi alle sedici e quaranta circa.

Sottosegretario, quali sono i motivi che l'hanno indotta a venire a Limbadi?

«Ci sono naturalmente dei motivi simbolici che ci hanno portato ad essere qui, ma non solo simbolici, perché abbiamo fatto una riunione operativa con il nuovo prefetto ed i commissari del comune di Limbadi, tutte le forze dell'ordine sul territorio, che mi hanno descritto la situazione. Abbiamo deciso anche i prossimi passi da fare. Devo dire che in questo momento c'è una grande attenzione per la Calabria. Ci saranno trenta nuovi innesti nella polizia di stato, quindi nuove forze dell'ordine, nuove forze fresche entro il prossimo anno. Questo significa molto per questi territori e noi stiamo seguendo passo dopo passo i commissari, che devono fare un gran lavoro qui a Limbadi perché gli scioglimenti per infiltrazioni mafiose, di cui la Calabria detiene purtroppo un record, è mandato di questo governo poterli ridurre a zero».

È previsto quindi specificamente un potenziamento delle forze dell'ordine nel territorio o le cose rimarranno così?

«A Vibo Valentia è previsto l'arrivo di trenta nuove unità. Chiaramente si dovrà capire in base alle esigenze del territorio come verranno distribuite, però io ci tengo a dire una cosa importante che ho ribadito oggi anche con il prefetto di Cosenza: sì, abbiamo bisogno di maggiori forze dell'ordine a copertura, a presidio della sicurezza dei territori, ogni presidio dello stato è importante e non si deve indietreggiare di un passo, ma dall'altra parte dobbiamo pensare assieme al Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, assieme al Miur, dei progetti culturali affinché si riesca a far entrare nel tessuto sociale e nella cultura dei calabresi il concetto che Stato è meglio. Quindi un esercito non solo di pistole e carri armati, ma un esercito di insegnanti, di associazioni, di fervore culturale. Questo è il nostro obiettivo. Oggi vengo con ben con 22 commissariamenti per infiltrazioni mafiose in Calabria, ed intendiamo andare via con zero commissariamenti. Lo so, è utopico, forse difficile, ma è questo l'obiettivo che abbiamo. L'ho condiviso con le altre forze in campo che sono d'accordo su questo».

Come governo, pensate che la legislazione specifica sugli scioglimenti sia adeguata, oppure, come sembra, che ci siano delle falle?

«Si impara dall'esperienza, di fatto, anche perché l'Italia offre uno standard altissimo a livello mondiale, appunto perché storicamente qui il problema mafioso è più pregnante. C'è da dire che la legislazione è già molto ben qualificata, tuttavia se un comune viene sciolto per due, tre volte di seguito vuol dire che ci deve essere un'azione molto più incisiva e, soprattutto, che bisogna impedire alle persone coinvolte negli scioglimenti di ricandidarsi. È fondamentale, altrimenti diventa una barzelletta».

E per quanto concerne invece l'aspetto burocratico degli enti locali, il governo cosa intende fare?

«Sui dirigenti serve un monitoraggio per un determinato lasso di tempo in quanto che potrebbe fungere da deterrente per possibili infiltrazioni mafiose».

E sulla candidabilità?

«Credo ci sia la necessità di revisione della norma perché attualmente chi si è visto sciogliere il Comune per infiltrazione mafiosa, paradossalmente può candidarsi in un altro territorio, alle Politiche o alle Europee».

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