Ministero dell'Interno

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TESTIMONIANZE DI CORAGGIO. Lo Stato non può ridare la vita, ma un sostegno sì

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Sono tanti i nomi da ricordare, insieme a quelli di magistrati, forze dell'ordine e rappresentanti delle istituzioni, persone che hanno lottato per affermare il diritto a vivere nella legalità e nella serenità familiare, svolgendo il proprio ruolo nella società. Uomini semplici ma coraggiosi. Qui ne raccontiamo le storie e ne ricordiamo i volti (nel giorno del sacrificio), perché le loro testimonianze possano essere di esempio e di aiuto

Speciale - TESTIMONIANZE DI CORAGGIO. Lo Stato non può ridare la vita, ma un sostegno sì

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Domenico Gabriele

Domenico Gabriele, Dodò per tutti, un bambino di 11 anni, fu vittima innocente di un agguato la sera del 25 giugno 2009. Viene ricordato nel giorno del suo compleanno: il 17 ottobre

Luigi Di Barca, Salvatore Raiti e Silvano Franzolin

Caddero il 16 giugno 1982 a Palermo in un agguato diretto a Alfio Ferlito, il boss a cui facevano la scorta durante un trasferimento carcerario

Peppino Impastato

Fu ucciso nella notte tra l'8 e il 9 maggio 1978 a Cinisi. La sua decisa avversità e denuncia della cultura mafiosa, essendo cresciuto in quell'ambiente, rappresentò un vero affronto per la mafia stessa

Pio La Torre

Il 30 aprile 1982 cadde per mano di sicari uno dei personaggi politici più attivi contro le cosche dal dopo guerra. Con la legge che porta il suo nome impresse una svolta determinante nella legislazione antimafia 

Gioacchino Crisafulli

Appuntato dei Carabinieri, fu ucciso il 27 aprile 1983 a Palermo per aver bloccato un ingente traffico di denaro della mafia. Anche se in pensione da anni non aveva rinunciato al suo impegno contro le cosche 

Il maresciallo dei Carabinieri Giuliano Guazzelli

Il militare dell'Arma fu ucciso il 4 aprile 1992 ad Agrigento. Aveva alle spalle venti anni di lotta alla mafia in tutta la Sicilia che ne avevano fatto un vero esperto 

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