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Protezione internazionale

In Italia il diritto di asilo è garantito dall’art.10 comma 3 della Costituzione: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.”

In relazione alla particolare condizione, può essere riconosciuto al cittadino straniero che ne faccia richiesta  lo status di rifugiato o può essere accordata la misura di tutela di protezione sussidiaria.
La differente tutela attiene ad una serie di parametri oggettivi e soggettivi, che si riferiscono alla storia personale dei richiedenti, alle ragioni delle richieste e al paese di provenienza. Nello specifico, il rifugiato è un cittadino straniero il quale, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese. Può trattarsi anche di un apolide che si trova fuori dal territorio nel quale aveva precedentemente la dimora abituale per le stesse ragioni e non può o non vuole farvi ritorno.

E' invece ammissibile alla protezione sussidiaria il cittadino straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto rifugiato, ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel Paese di origine, o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno.
Sono esclusi dalla protezione gli stranieri già assistiti da un organo o da un'agenzia delle Nazioni Unite diversi dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Lo status di rifugiato e le forme di protezione sussidiaria sono riconosciute all'esito dell'istruttoria effettuata dalla Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale.
Le norme che disciplinano l'asilo sono regolate a livello comunitario dal cosiddetto Regolamento Dublino II, per il quale lo straniero può richiedere la protezione internazionale nello Stato di primo ingresso che, pertanto, diviene competente ad esaminare la domanda.
E' possibile richiedere protezione anche se nel Paese si trova regolarmente un familiare del migrante, oppure, se lo straniero è minorenne non accompagnato. E' ammessa la richiesta anche se nel Paese è già presente un familiare a cui sia stato riconosciuto lo status di rifugiato o che abbia fatto domanda di asilo.

Diversa tutela è riconosciuta a minori non accompagnati. I sistemi di protezione per i bambini tengono conto della Convenzione sui diritti del fanciullo e sono tenuti ad adottare provvedimenti per "il miglior interesse del minore".
Particolare tutela è riservata anche alle donne vittime di violenza che possono essere equiparate a "rifugiati", secondo la definizione della Convenzione di Ginevra per il riconoscimento dello "status di rifugiato" del 1951.
Nel 1996 la normativa sulle garanzie supplementari del Consiglio dell’Unione europea ha stabilito che gli Stati membri devono prevedere, nelle procedure di richiesta di asilo da parte delle donne, la presenza di funzionari qualificati e interpreti di sesso femminile, soprattutto nei casi in cui, per gli eventi vissuti o l’origine culturale, le richiedenti incontrino difficoltà a esporre esaurientemente le loro motivazioni.

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 17 Febbraio 2017, ore 16:36

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