Ministero dell'Interno

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Antiterrorismo

Per contrastare il fenomeno terroristico viene messa in campo una complessa attività informativa di prevenzione, volta a prevenire le minacce alle istituzioni democratiche. L’azione di prevenzione e contrasto è stata ripresa con più forza all’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001 in USA. In Italia il fenomeno iniziò approssimativamente alla fine degli anni sessanta, conosciuto con l’espressione coniata dai media 'anni di piombo'.

​Accanto al terrorismo di matrice politica, implicato nel contesto della guerra fredda insieme alla strategia della tensione, non va dimenticato il terrorismo imputabile alla criminalità organizzata, di matrice mafiosa, di matrice camorristica, e di altra matrice, che ha insanguinato l'Italia ad opera di organizzazioni come Cosa nostra, Camorra, 'Ndrangheta e Sacra Corona Unita.
Le politiche in materia prevedono oltre al contrasto interno, di cui in Italia si occupa il ministero dell’Interno in collaborazione con l’intelligence, anche strategie comuni a livello dell’Unione europea e internazionale.
Con la Legge 438/2001 sono state adottate misure urgenti per la prevenzione ed il contrasto dei reati commessi per finalità di terrorismo internazionale e è stata introdotta la nuova fattispecie penale di associazione con finalità di terrorismo internazionale (art. 270 bis del Codice Penale).

Le norme prescrivono una collaborazione in base alla quale i servizi di intelligence sono tenuti a 'fornire ai competenti organi di polizia giudiziaria le informazioni e gli elementi di prova relativi a fatti configurabili come reati'. Agenti e ufficiali di polizia giudiziaria hanno anche l'obbligo di 'fornire ogni possibile cooperazione agli agenti dei servizi'.

Le politiche di contrasto mirano anche a colpire il cosiddetto terrorismo finanziario. Un apposito Comitato di Sicurezza Finanziaria dal 2001 opera presso il ministero dell'Economia e delle Finanze, con lo scopo tra l’altro di prevenire l'infiltrazione nel sistema finanziario italiano di organizzazioni terroristiche.
La strategia di prevenzione  contrasto a livello europeo prevede il Piano d'Azione contro il terrorismo che contiene un'ampia serie di misure da adottare nei vari settori cruciali della lotta al terrorismo (cooperazione giudiziaria e di polizia, sicurezza dei trasporti, controllo delle frontiere e sicurezza dei documenti, lotta al finanziamento, dialogo politico e relazioni esterne, difesa contro attacchi biologico-chimico-radiologico-nucleari etc.).

L'Unione europea ha anche adottato una Direttiva per la concessione di risarcimenti alle vittime di atti criminali, che copre anche casi di vittime del terrorismo. In Italia per le vittime degli atti terroristici sono previsti benefici anche di natura economica, ai sensi della ​legge 3 agosto 2004, n.206.
Altro fronte di prevenzione è costituito dalla sicurezza dei documenti: sono numerosi gli Stati, compresa l’Italia, che hanno deciso l'introduzione di dati biometrici su passaporti e altri documenti di viaggio, contro possibili contraffazioni. Anche in ambito Ue si lavora all'applicazione di nuove tecnologie ai documenti di viaggio, in modo da stabilire linee e standard comuni.
Il 6 maggio del 2004, infine, sono state emanate le procedure e le linee organizzative e d’indirizzo operativo del Piano nazionale per la gestione degli eventi di natura terroristica nonché le modalità di funzionamento dell’Unità di Crisi. Per l’attuazione di detto piano, al fine di assicurare la compiutezza del circuito informativo e la valutazione della minaccia terroristica, nonché di gestire l’emergenza per gli aspetti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, il ministero dell’Interno si avvale dell’Unità di Crisi e del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa).

Ultimo aggiornamento:

Mercoledì 12 Ottobre 2016, ore 11:35