Ministero dell'Interno

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Coesione sociale

​‘Servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti’ è un programma nazionale che si colloca nell'ambito del Piano d'azione Coesione (Pac)

È stato avviato dal ministro per la Coesione d'intesa con la Commissione europea, per accelerare l'attuazione di programmi finalizzati a favorire la coesione tra le regioni dell'Unione europea riducendo le disparità esistenti. Il Ministero dell’Interno è l’Amministrazione responsabile della gestione.

Il Programma nazionale

L'attuazione del Programma Nazionale Servizi di Cura all'Infanzia e agli Anziani non autosufficienti (PNSCIA) è stata affidata al Ministero dell'Interno, individuato quale Autorità di Gestione responsabile.  Le risorse stanziate sono destinate alle 4 regioni ricomprese nell'obiettivo europeo “Convergenza”: Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

La strategia del programma è quella di mettere in campo un intervento aggiuntivo rispetto alle risorse già disponibili. Di conseguenza, i beneficiari naturali del programma sono i comuni, perché soggetti responsabili dell'erogazione dei servizi di cura sul territorio. Essi potranno avere accesso alle risorse una volta soddisfatti i requisiti organizzativi e progettuali richiesti dai piani territoriali di riparto.

L'obiettivo è potenziare l’offerta dei servizi all'Infanzia (0-3 anni) e agli Anziani non autosufficienti (over 65) nei territori ricompresi nelle 4 regioni, riducendo l’attuale divario rispetto ad altre aree del Paese. La dotazione finanziaria iniziale di 730 milioni (400 per i servizi di cura all'infanzia e 330 agli anziani non autosufficienti) con la legge di Stabilità 2015 ha subito un taglio di oltre 102 milioni di euro, pertanto l'attuale disponibilità delle risorse ammonta a 627 milioni di euro, ripartiti secondo piani regionali di intervento.

Le principali finalità del programma sono:

  1. servizi all’infanzia: ampliamento e consolidamento dell’offerta complessiva dei servizi (asili nido pubblici o convenzionati; servizi integrativi e innovativi) ed il loro riequilibrio territoriale (avvio dei servizi nelle aree dove questi sono molto deboli o inesistenti);
  2. servizi agli anziani non autosufficienti: ampliamento dell’offerta complessiva dei servizi domiciliari ovvero l’attivazione di tali servizi nelle aree dove questi sono molto deboli o inesistenti.

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 24 Novembre 2017, ore 13:01